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Foglio stampato in occasione della serata A. B. & C. Una memoria di Giulio Paolini e due opere in concerto, 26 maggio 2011, Fondazione Merz, Torino
Foglio stampato in occasione della giornata di studi Alighiero e Boetti Day, 28 maggio 2011, Auditorium RAI, Torino
Catalogo generale. Alighiero Boetti. Tomo secondo, Mondadori Electa, Milano 2012, p. 28
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GPS-0102

Ancora oggi mi sorprendo, e mi commuovo, alla vista di quella famosa opera-manifesto dove Alighiero Boetti allineava, uno dopo l’altro, i nomi degli artisti che all’epoca si disputavano la classifica o almeno l’appartenenza alla schiera dei protagonisti di quella stagione artistica. Quei magnifici sedici nomi, già in certo modo illustri per esser entrati a far parte di quell’elenco, erano associati a otto diversi “simboli” il cui valore o significato (positivo o negativo?) era peraltro noto soltanto a lui, ad Alighiero, arbitro assoluto e incontestabile di quella contesa misteriosa.
Come eravamo? E quanti siamo ora qui a ricordare quei giorni e a rincorrerne altri ancora, anche se a passo più lento e un po’ affaticato? Fabro, Boetti, Pascali, Mondino, Merz, Schifano sono assenti ingiustificati e forse anch’io, da tempo osservante e praticante (militante, vorrei dire) dell’assenza da appelli e riunioni.
Quel manifesto, elenco muto e imparziale di una visione privata, soggettiva e inespressa, annunciava però paradossalmente una scelta di campo esplicita e rigorosa: la considerazione che se di arte si parla di artisti si tratta, e non di altro, cioè di quasi tutto il resto… Tutto o quasi, appunto, è “altra cosa” e sfugge allo sguardo dell’artista.
Non ho mai ritenuto che esser stato collocato al primo posto in alto nella lista valesse di per sé come un suo riconoscimento, ma certo non credo volesse significare il contrario… D’altronde sono soltanto due i simboli, le medaglie poste accanto al mio nome. Ma non è questo, non è certo la decifrazione di quell’ermetica crittografia il senso della “foto-ricordo” che si rivela ancora una volta ai miei occhi: è da certi tratti comuni che, dal primo nostro incontro in occasione della sua prima mostra personale alla Galleria Christian Stein a Torino nel 1967, entrambi toccammo con mano qualcosa che ci era assolutamente necessario e vitale, una reciproca e condivisa corrispondenza.
Da quel momento, in fasi alterne, continuammo a percorrere itinerari simili o paralleli: la figura del doppio e della duplicazione, dell’enumerazione, dell’infinito… così come dell’elencazione, del gioco combinatorio, della trasparenza, della riduzione all’uno…
Grazie ad Alighiero, alle sue opere, mi resi conto di una mia eccessiva attitudine all’estenuazione che dava a volte al mio lavoro un tratto di “saputezza” storica, citazionismo enciclopedico o cerebralità un po’ stucchevole… D’altra parte quella sua innocente elementarità, certe associazioni immediate e analogiche talvolta quasi ovvie erano il prezzo da pagare nella nostra comune, difficile, impervia rincorsa della semplicità: una semplicità intesa come fragile ma sublime traguardo della complessità che occorre sempre attraversare per cogliere il bersaglio dell’opera da realizzare.
Furono queste le componenti che arricchirono il nostro linguaggio: dico di proposito “arricchirono” con esplicito riferimento ai materiali abituali dei nostri colleghi artisti “poveristi” di quegli anni.
Potremmo continuare ancora a ragionare fino a scorgere la linea dell’orizzonte all’infinito e individuare il punto d’arrivo… O imboccare la direzione contraria, procedere a rovescio, partendo da un punto terminale inesplorato, mai raggiunto, e conoscere uno a uno i passi compiuti dal punto di partenza originario, sconosciuto tanto quanto quello d’arrivo.
Ma ora, caro Alighiero, ti vedo già pronto a contraddirmi, a rispondermi: “E se ci fermassimo un istante e scambiassimo quell’istante per l’eternità?”

Intervento alla presentazione del Catalogo generale. Alighiero Boetti. Tomo primo. Opere 1961-1971, 24 febbraio 2010, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma. Prima pubblicazione nel foglio stampato in occasione della serata A. B. & C. Una memoria di Giulio Paolini e due opere in concerto, 26 maggio 2011, Fondazione Merz, Torino e nel foglio stampato in occasione della giornata di studi Alighiero e Boetti Day, 28 maggio 2011, Auditorium RAI, Torino.

Alighiero Boetti; Luciano Fabro; Mario Merz; Aldo Mondino; Pino Pascali; Mario Schifano

Alighiero Boetti, Galleria Christian Stein, Torino 1967

Catalogo generale. Alighiero Boetti. Tomo secondo, Mondadori Electa, Milano 2012, p. 28.
Boetti / Salvo. “Vivere lavorando giocando”, catalogo della mostra, MASI Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2017, pp. 67-68 (italiano) / 336 (inglese) (estratto Ancora oggi.. contesa misteriosa, Non ho mai ritenuto... da realizzare, cfr. GPS-0124).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 23/06/2026