Un libro è un libro, 2000
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Ho sempre provato una certa incomprensione, un leggero fastidio peraltro ormai temperato dall’abitudine e dall’uso, per la definizione “libro d'artista”. Come se, per esempio, un inchiostro di Michaux o un dipinto di Savinio non fossero quadri ma immagini “di scrittori”, o viceversa gli scritti di Stravinskij o di Le Corbusier fossero parole “di musicista” o “di architetto”, ed Ebdomero di de Chirico fosse sì un romanzo, ma di un pittore... E perché separare, collocare su due tavoli diversi la penna e il pennello di de Pisis, come se nella stessa pagina dello stesso autore fossimo tenuti a distinguere l’anima del poeta da quella del pittore?
Un libro è un libro, che sia da leggere o da guardare, purché non sia da dimenticare: “la legge è uguale per tutti”.
Più che “libri d'artista” esistono quindi libri di artisti, come esistono libri di poeti, ingegneri, mistici, matematici, storici, astronomi, archeologi... che sono sempre e solo libri.
Per chiunque intenda leggerlo o scriverlo, il libro è il primo e ultimo luogo di incontro: aperto o chiuso che sia, parla sempre e comunque alla nostra immaginazione o alla nostra memoria.
Ci sono edizioni pregiate o modeste, ad alta tiratura o in un unico esemplare, semplici o elaborate ma, per dirsi tale, un libro è bello per definizione (come la calligrafia, che può essere più o meno aggraziata ma è pur sempre bella scrittura).
Questa premessa, forse inutile e ovvia, per chiarire che il libro è il luogo per eccellenza, dove appunto si incontrano i messaggeri più diversi e inaspettati, provenienti dalle aree storiche e geografiche più lontane e sperdute.
Tra questi, in una schiera di autori così estesa e multiforme, spesso (sempre più spesso) troviamo gli artisti che approdano al libro desiderosi di scorgere tra le sue pagine quella “verità” che non sempre pare affacciarsi nelle loro opere. Così, in una sede tanto autorevole trasferiscono, depurandole, le idee e le immagini che grondavano dalla materia dei loro dipinti o delle loro sculture. È come trovarsi, essere convocati in un’aula, nel luogo eletto dove poter far risuonare la propria voce.
Di parole, dunque, o anche di segni, figure, immagini di altri libri... sarà composto il libro che l’artista si ingegna di inventare. Nei miei libri, mi sono trovato via via scrittore, disegnatore, grafico, illustratore, editore, tipografo, legatore, correttore, impaginatore... Autore? Può darsi, ma sempre di libri, senza attributi maggiorativi o diminutivi.
Che sia da leggere o da guardare un libro deve saper parlare, in silenzio, agli occhi del lettore. Perché (e questo l’artista lo sa meglio di ogni altro) è lui, il lettore (o l’osservatore) che interpretandolo ricomporrà a sua volta il testo in questione, rielaborando a suo giudizio le immagini e le evocazioni che emanano da quelle pagine.
Pagine trafitte dallo sguardo, dall’attesa febbrile di chi sta per compilarle e di chi, poco dopo, potrà considerarle come sue.
[Passaggio aggiunto nella versione del 2011]
Il mio primo libro ha per titolo la definizione dell’infinito tratta dal dizionario: Ciò che non ha limiti e che per la sua stessa natura non ammette limitazioni di sorta, 1968. Sulle pagine che lo compongono si allineano, una dopo l’altra e spaziate a intervalli regolari come punti equidistanti, le lettere corrispondenti ai nomi di tutte le persone di mia conoscenza in quel momento. Elenco che fissava qualcosa in divenire e quindi suscettibile d’infinite trasformazioni… Nessuno degli elementi abituali che corredano un testo in un libro (frontespizio, sommario, note, etc.) era aggiunto a quella “punteggiatura” misteriosa ed enigmatica che scorreva dall’inizio alla fine senza alcuna spiegazione. Mi trovai così a depositare la mia firma (che già mi compiacevo di lasciare sui fogli e sulle tele di quei primi anni di lavoro) su quel nobile, illustre spazio della pagina che rappresentava un traguardo tanto atteso e sospirato.
Intervento all’incontro Il libro d’artista in Italia dal 1960 ad oggi, 13 aprile 2000, Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, Modena. Prima pubblicazione in Giulio Paolini. Pagine, catalogo della mostra, Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, Modena, APM, Carpi, Modena 2002, pp. 17-18. Versione ampliata, con aggiunta di un passaggio inedito, in Libro / Opera. Viaggio nelle pagine d'artista. La collezione di Danilo Montanari / A journey into the artist's pages. Danilo Montanari's collection, catalogo della mostra, Aula Magna della Biblioteca Universitaria, Bologna, Danilo Montanari Editore, Ravenna 2011, pp. 44-45.
Giorgio de Chirico; Filippo De Pisis; Henri Michaux; Alberto Savinio
Le Corbusier
Igor Stravinskij
• L’arte del Novecento e il libro, catalogo della mostra, Palazzo Cisterna, Torino, Edizioni Lybra Immagine, Milano 2004, p. 37.
• Libri d’artista dalla collezione Consolandi. 1919-2009, catalogo della mostra, Palazzo Reale, Milano, Edizioni Charta, Milano 2010, p. 95 (estratto Ho sempre provato... nostra memoria).
• G. Paolini, Un libro è un libro, in “L’Indice”, anno XXVIII, n. 9, Torino, settembre 2011, p. 25 (versione ampliata con aggiunta del passaggio inedito Il mio primo libro... sospirato).
• Libro / Opera. Viaggio nelle pagine d'artista. La collezione di Danilo Montanari / A journey into the artist's pages. Danilo Montanari's collection, catalogo della mostra, Aula Magna della Biblioteca Universitaria, Bologna, Danilo Montanari Editore, Ravenna 2011, pp. 44-45 (versione ampliata con aggiunta del passaggio inedito Il mio primo libro... sospirato, in italiano e inglese).
Inglese
• Libro / Opera. Viaggio nelle pagine d'artista. La collezione di Danilo Montanari / A journey into the artist's pages. Danilo Montanari's collection, catalogo della mostra, Aula Magna della Biblioteca Universitaria, Bologna, Danilo Montanari Editore, Ravenna 2011, pp. 44-45 (versione ampliata con aggiunta del passaggio inedito Il mio primo libro... sospirato, traduzione di David Smith).