Senza titolo, 2008
GPS-0097
Ho incontrato Fausto Melotti la prima volta nella primavera del 1968, durante l’allestimento della sua mostra alla Galleria Notizie di Luciano Pistoi a Torino. Lo conoscevo dal 1935 (anche se l’anagrafe afferma che sarei nato soltanto cinque anni dopo, nel 1940), dalle pagine che illustravano le sue opere esposte in quell’anno alla Galleria del Milione a Milano.
Di quel primo incontro a Torino (Melotti aveva allora sessantasei anni, io ventisette) ricordo che mi sembrò innanzitutto più giovane: più giovane di me, voglio dire, e forse lo era se consideriamo la densità di episodi nei miei primi anni di attività in confronto alla decantazione e alla rarefazione che per le ragioni più diverse avevano diluito o addirittura sospeso le sue esperienze in quello stesso periodo.
Dopo quel primo incontro abbiamo continuato a vederci sempre più frequentemente (e affettuosamente, vorrei dire) in varie occasioni, anche se non ho mai potuto onorare il suo invito, più volte rinnovato, di andarlo a trovare nel suo studio di via Leopardi a Milano. Anche dopo la sua scomparsa, nel 1986, l’ho incontrato più volte, più o meno regolarmente. Nel Commiato che gli dedico all’ultima pagina del mio libro di scritti l’anno seguente, si legge: “Uno non può rimanere continuamente in scena ad aspettare. Alla fine, senza aver mai parlato, esce dalla comune e non ritorna più”1.
Altre occasioni non sono mancate, tutte rimaste a mezz’aria come l’epigrafe di un altro mio libro più recente: “... l’ordine non è prima dell’opera, né dopo. È durante”2.
Nella mia esposizione Sale di lettura colloco la sua Scultura n. 21 al centro dell’ambiente3.
“Ogni tanto si sbarca
In un nuovo paese. Da lontano...”
Queste sono ancora parole sue che faccio mie, lette e ripetute in questi giorni4.
Ma è di oggi, anzi di domani, l’incontro più atteso e ancora inedito che vedrà la luce come complemento essenziale, anzi vera e propria sorgente d’immagine nella mia Aula di Scultura, in preparazione per la prossima Biennale Internazionale di Carrara5. L’opera, che esporrò tra qualche settimana, sarà a sua volta costituita da altre nove opere riunite a formare un assieme che ruota intorno ai Nove Cerchi, che Fausto mi suggerisce dalla pagina di un catalogo6 con la puntualità, la generosità e la discrezione che lui soltanto era capace di offrire.
1 Ancora un libro, a cura di B. Corà, Editrice Inonia, Roma 1987.
2 Andata e ritorno, Galleria Christian Stein, Milano, Danilo Montanari Editore, Ravenna 2003.
3 Cfr. catalogo della mostra al MART, Rovereto 2004.
4 Cfr. catalogo della mostra a cura di E. Geuna, New York, Acquavella Galleries 2008.
5 Cfr. catalogo della mostra a cura di F. Poli, Cinisello Balsamo 2008.
6 Esposizione al Aichi Museum of Art, Nagoya 1999.
Fausto Melotti. Catalogo ragionato della grafica 1969-1986. Incisioni. Volumi e Cartelle. Esemplari unici, Mondadori Electa, Milano 2008, p. 7.
Fausto Melotti
Luciano Pistoi
Galleria Notizie, Torino; Galleria del Milione, Milano
Fausto Melotti, Scultura n. 21, 1935, acciaio, 55 x 35 x 35 cm, MART Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto; Fausto Melotti, Scultura G (Nove cerchi), 1967-68, acciaio, 171.5 x 90 x 102 cm, MART Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto.
XIII Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Nient’altro che scultura, Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti, Carrara 2008.
“Ogni tanto si sbarca / In un nuovo paese. Da lontano...”
Fausto Melotti, in Fausto Melotti, catalogo della mostra, Acquavella Galleries, New York, 2008, p. ?
• Giulio Paolini. Sale d'attesa, catalogo della mostra, Londra, Magonza editore, Arezzo 2019, s.p. (versione leggermente ridotta); idem nell’edizione inglese.
Inglese
• Giulio Paolini. Sale d'attesa, catalogo della mostra, Londra, Magonza editore, Arezzo 2019, s.p. (edizione inglese, traduzione di Bennet Bazalgette).