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G. Paolini, Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, p. 59
M.D. Villers, Marie Joséphine Charlotte du Val d’Ognes, 1801
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Senza titolo, 1975

GPS-0014

Chi, per esempio, amando la pittura di Jacques-Louis David dovesse pur riconoscere come impareggiabile il fascino di Mlle du Val d’Ognes (un quadro di Constance Marie Charpentier, sua allieva e seguace) rischierebbe di perdersi in una domanda inquietante, lontana dalle coordinate “riconosciute” di tutta la storia dell’arte.

Le livre à venir

G. Paolini, Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, p. 59.

Pubblicato la prima volta – secondo le ricerche svolte finora – nell’antologia di scritti di Paolini intitolata Idem (Torino 1975), lo scritto si riferisce al dipinto di Marie Denise Villers, Marie Joséphine Charlotte du Val d’Ognes (1801), fino al 1951 erroneamente attribuito a Jacques-Louis David, poi all’allieva Constance Marie Charpentier e solo nel 1996 correttamente riattribuito a Villers. Il quadro, raffigurante una figura femminile intenta a disegnare, con lo sguardo rivolto verso lo spettatore, era stato ammirato da Paolini al Metropolitan Museum a New York nel 1969 e in seguito evocato in un proprio lavoro dello stesso anno, intitolato Mlle du Val d’Ognes (GPO-0182)1. Quando vide il quadro, nel 1969, Paolini credeva fosse di David; soltanto a posteriori venne a conoscenza dell’attribuzione a Charpentier2.
E proprio la
sconcertante scoperta che l’apprezzato dipinto fino allora ritenuto di David (artista tra i suoi preferiti) sarebbe invece stato realizzato dalla sua allieva Constance Marie Charpentier è l’oggetto di riflessione di questo breve testo. Se l’allieva equivale o supera il maestro, mette fuori gioco la consueta gerarchia storico-artistica. Il primato tra maestro e allieva resta un’interrogazione aperta, che nell’universo di pensiero paoliniano si ricollega in certo senso al tema dell’identità molteplice dell’autore, indagata nei primi anni Settanta (cfr. GPS-0006).

1 Nel libro Idem, lo scritto in esame è pubblicato in calce a una riproduzione su doppia pagina del lavoro Le livre à venir, 1971 (GPO-0230), formalmente simile all’opera Mlle du Val d’Ognes e con tutta probabilità scelto per la migliore leggibilità rispetto a una riproduzione di quest’ultima, pressoché indecifrabile nel piccolo formato del libro einaudiano.
2 Non è noto quando Paolini scoprì l’attribuzione a Charpentier, ma il fatto che nel 1970 abbia realizzato un’opera che cita la pittrice francese (Constance M. Charpentier, GPO-0199) lascia pensare che la scoperta sia databile a quell’epoca, di poco posteriore quindi alla visione del quadro a New York.

Constance Marie Charpentier; Jacques-Louis David; Marie Denise Villers

Marie Denise Villers, Marie Joséphine Charlotte du Val d’Ognes, 1801, olio su tela, 161 x 128 cm, The Metropolitan Museum of Art, New York

Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, p. 41 (nell’allegata traduzione francese p. 5).
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 29 (in francese).
G. Paolini,
Idem, Electa, Milano 2023, p. 85.

Francese
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, nell’allegata traduzione p. 5 (traduzione di Anne Machet).
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 29 (traduzione di Anne Machet).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 15/05/2026