La pura verità, 1988
GPS-0186
Un’opera d'arte: dodici lettere che con gli apostrofi sembrano disposte a concederci qualche licenza numerica, oltre alle tante possibili combinazioni... Un anagramma, quando riesce, pare sempre suggerire il compimento di una predestinazione: “tout se tient” e il merito, se c’è, è davvero suo, della scrittura, non del suo scopritore.
Continuare a scrivere, allora, non significa tanto far progredire un discorso, quanto piuttosto – lo dice Ezra Pound – aggiornare il linguaggio.
Il “ritorno alla pittura” non è oggi immemore dell’”abbandono della pittura” avvenuto appena ieri. Le tendenze artistiche si avvicendano sempre più rapidamente, ormai si susseguono l’una all’altra, non senza osservare però una sorta di regola costante: l’ultima è sempre, apparentemente, in opposizione frontale alla precedente, è lì per superarla ma non dimentica, anzi fa sua, quella certa esperienza di linguaggio che si era appena manifestata ed alla quale sembra contrapporsi.
G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze, 1988, p. 263.
Ezra Pound
“Tout se tient”
Frase variamente attribuita a Antoine Meillet e a Ferdinand de Saussure (“Chaque fait linguistique fait partie d’un ensemble où tout se tient”).
cosa indichiamo qui non avendo citazione effettiva?
Citazione da Ezra Pound non identificata finora.
• Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 331 (estratto Un’opera d’arte... aggiornare il linguaggio).