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Thoughts and Action. Joseph Beuys, Daniel Buren, Dan Graham, Bruce MacLean, Giulio Paolini, catalogo della mostra, The Tokyo Metropolitan Art Museum, Laforet Museum, Tokyo, Tokyo 1982, p. 109
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L’incontro più appropriato, e consapevole, con l’arte giapponese mi è stato offerto dall’occasione di visitare la Collezione Idemitsu, recentemente presentata al Petit Palais, a Parigi.
La grazia e l’incanto degli oggetti esposti tendeva a fornire un’impressione complessiva, suggerita in uguale misura da ciascuno di essi. È quello che, in Occidente, si usa definire il “mistero dell’Oriente” ma che invece è la rappresentazione del limite imposto, oltre che dalle leggi dello spazio e del tempo, dalla stessa natura segreta dell’opera.
Così pure, ad Amsterdam e a Giverny, non possiamo evitare di chiederci se quelle stampe giapponesi siano davvero l’oggetto della nostra visione o non stiamo piuttosto incrociando gli sguardi di Van Gogh e di Monet che, prima di noi, le avevano raccolte e studiate.
Allo stesso modo, le suggestioni che mi si chiedono, su quale possa essere l’impressione che il mio lavoro susciterà presso il pubblico giapponese, conseguentemente rimandano alla considerazione di quella “terra di nessuno” che confina con i dominii inesplorabili di culture non estranee, ma lontane.

I trentasei poeti immortali

Thoughts and Action. Joseph Beuys, Daniel Buren, Dan Graham, Bruce MacLean, Giulio Paolini, catalogo della mostra, The Tokyo Metropolitan Art Museum, Laforet Museum, Tokyo, Flex Co. Ltd., Tokyo 1982, p. 108 (in giapponese) / 109 (in italiano).

Lo scritto nasce probabilmente in risposta ad alcune domande poste all’artista in merito al suo rapporto con il Giappone e l’arte giapponese, in vista della presentazione della sua opera-performance Scene di conversazione al Tokyo Metropolitan Art Museum il 17 e 18 ottobre 1982, nell’ambito dell’esposizione collettiva Thoughts and Action. Joseph Beuys, Daniel Buren, Dan Graham, Bruce MacLean, Giulio Paolini.
Oggetto di queste riflessioni è la distanza che separa gli sguardi di culture fra loro distanti, così come l’enigmaticità che connota la natura di un’opera d’arte. L’incontro con l’arte giapponese – attraverso la mostra della collezione Idemitsu al Petit Palais a Parigi nella primavera del 1981, o ancora attraverso le stampe viste al Van Gogh Museum ad Amsterdam l’anno successivo
2 e alla casa di Claude Monet a Giverny – suscita in Paolini impressioni di ammirazione, pur senza riuscire a cogliere il “mistero” delle singole opere, appartenenti a un’altra cultura (la visione delle stampe giapponesi ad Amsterdam e Giverny finisce per sovrapporsi allo sguardo occidentale di Van Gogh e Monet). Analogamente, dichiara Paolini, le impressioni che il suo lavoro potrà suscitare nel pubblico giapponese, non potranno che essere condizionate dalla distanza che separa l’appartenenza alla cultura dell’Occidente da quella dell’Estremo Oriente. Una distanza che, nell’universo di pensiero paoliniano, diventa espressione del mistero implicito alla dimensione costitutiva di un’opera d’arte, della sua “natura segreta”.

1 L’art du Japon éternel dans la collection Idemitsu, 20 marzo - 31 maggio 1981. Per la collezione Idemitsu, costituita da circa 15'000 opere e oggetti dell’Estremo Oriente, antichi e moderni, cfr. il sito dell’Idemitsu Museum of Arts, Tokyo, https://idemitsu-museum.or.jp/en/.
2 Paolini visitò con ogni probabilità il Van Gogh Museum durante il suo soggiorno ad Amsterdam in occasione della sua personale allo Stedelijk Museum inaugurata il 10 aprile 1982.

Vincent Van Gogh; Claude Monet

Van Gogh Museum, Amsterdam; Maison et jardins de Claude Monet, Giverny

L’art du Japon éternel dans la collection Idemitsu, Petit Palais, Parigi, 1981

Les fausses confidences, Giulio Einaudi editore, Torino 1983 (cartella grafica; con omissione del capoverso finale; associato alla tavola “8. I trentasei poeti immortali”).
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, p. 77 (con datazione “1983” e omissione del capoverso finale; nell’allegata traduzione francese p. 10).
G. Paolini,
Giochi d’acqua. Disegni e note 1983-1985, Edizioni Pieroni, Roma 1985, s.p. (con omissione del capoverso finale).
Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, pp. 139, 142 (con titolo “I trentasei poeti immortali” e omissione del capoverso finale).
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 84 (con titolo “8. Les trente-six poètes immortels” e omissione del capoverso finale, in francese).
Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, p. 44 (con titolo “8. I trentasei poeti immortali” e omissione del capoverso finale, in italiano) / 108 (inglese).
G. Paolini,
Ancora un libro, Edizioni A.E.I.O.U., Roma 1987, p. 14 (con titolo “I trentasei poeti immortali” e omissione del capoverso finale).
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Institute of Contemporary Arts, Nagoya 1987, p. 44 (con omissione del capoverso finale, in italiano e giapponese).

Inglese
Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, p. 108 (con omissione del capoverso finale, traduzione di Lesley Fagan).

Francese
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, nell’allegata traduzione p. 10 (con omissione del capoverso finale, traduzione di Anne Machet).
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 84 (con omissione del capoverso finale, traduzione di Anne Machet).

Giapponese
Thoughts and Action. Joseph Beuys, Daniel Buren, Dan Graham, Bruce MacLean, Giulio Paolini, catalogo della mostra, The Tokyo Metropolitan Art Museum, Laforet Museum, Tokyo, Flex Co. Ltd., Tokyo 1982, p. 108 (traduzione di Masaaki Isseki, Takako Furukawa, Yukio Kondo, Katsuya Konishi, Tohru Matsumoto, Tsutomu Mizusawa, Fumio Nanjo, Yasuyoshi Saito, Kiyoko Sawatari).
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Institute of Contemporary Arts, Nagoya 1987, p. 44 (con omissione del capoverso finale, traduzione di Takao Nakamura, Haruki Morokawa, Toru Matsumoto, Toshio Simizu, Lynn Wakabayashi, Ryoko Sugio).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 15/05/2026