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Giulio Paolini, catalogo della mostra, Institute of Contemporary Arts, Nagoya 1987, p. 5
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“Conoscere il mondo” è certamente uno degli imperativi fondamentali che hanno indicato agli uomini la scrittura della Storia; impulso primario, forse il più fondamentale tra tutti.
La crisi generale dei fondamenti, oggi, autorizza e contrappone, a molte logore o scadute verità, altrettante incerte o gratuite eresie. Quella che ho l’impressione di praticare mi conduce a credere nella verità della finzione, nell'assoluto della rappresentazione, che afferma: “ciò che diviene è già stato”.
La mia fede antifuturista (ma il prefisso “anti” è proprio un'eco futurista), la mia fobia dell'aereo (ma l’immobilità è proprio la sublimazione della velocità), condizionano in qualche misura il mio consumo dello spazio e del tempo. Se questa sera l’aereo in partenza per Tokyo decollerà senza di me, certo il Giappone non sarà la terra, l’aria, la luce di domani, ma piuttosto – e non è poco – la descrizione, la
visione che ne avrò dopodomani.

Viaggio al centro della luna

Giulio Paolini, catalogo della mostra, Institute of Contemporary Arts, Nagoya 1987, p. 5 (in giapponese e italiano).

G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze, 1988, p. 265 (con titolo “Viaggio al centro della luna”).
Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 306 (estratto La mia fede... spazio e del tempo).

Giapponese
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Institute of Contemporary Arts, Nagoya 1987, p. 5 (traduzione di Takao Nakamura, Haruki Morokawa, Toru Matsumoto, Toshio Simizu, Lynn Wakabayashi, Ryoko Sugio).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 10/06/2026