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Prima pubblicazione in italiano in Giulio Paolini, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano 1984, s.p.
Prima pubblicazione in inglese in “Artforum”, n. 4, dicembre, 1983, p. 43
Versione preliminare in “Gran Bazaar”, n. 4, aprile, 1983, p. 88-91
Versione preliminare in Giulio Paolini, catalogo della mostra, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, p. 29; vol. Images/Index, p. 150
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Trionfo della rappresentazione, 1983

GPS-0026

È l’opera, adesso, ad immaginare l’autore. Ciò che si rivela allo sguardo è dunque un momento anteriore ad ogni possibile definizione, oltre il quale tutte le definizioni saranno invece possibili. L’intervallo che ci separa dall’immagine è l’eternità che si consuma nell’attesa dell’inizio.
La visione è affidata a nove figure maschili: il
non ancora (o il già più) che celebrano è la quintessenza dell’inespressività e della distanza. Indossano l’abito del “valet de chambre”, la loro presenza è quanto mai anonima e discreta.
L’artista è lontano, ad ammirare il silenzio delle costellazioni.

Nota per la lettura del progetto come visione in trasparenza della mia opera più lontana
1 e dell’ultima2 non ancora compiuta.

1 Disegno geometrico, 1960. I punti d’incrocio delle linee essenziali alla determinazione di una superficie – le due diagonali e il perimetro – sono nove: i quattro vertici, i quattro punti mediani di ogni lato, il centro del rettangolo.
2 Trionfo della rappresentazione, 1983, dove i nove punti originali della prima siano qui intesi come i nove luoghi occupati dai personaggi nell’atto di mostrare tutti i possibili segni raccolti o evocati in queste pagine.

A Project by Giulio Paolini: Triumph of Representation, in “Artforum”, a. XXII, n. 4, dicembre, New York 1983, p. 43 (in inglese). Prima pubblicazione in italiano in Giulio Paolini, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano 1984, s.p.

Giulio Paolini, Trionfo della rappresentazione, in “Gran Bazaar”, n. 4, aprile, Milano 1983, p. 88-91.
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, p. 29 (nell’allegata traduzione francese p. 3); vol. Images/Index, p. 150 (nell’allegata traduzione francese pp. 8-9).

Una prima versione di questo scritto appare nel numero di aprile 1983 della rivista “Gran Bazaar”, accompagnato dalla riproduzione di uno Studio per “Trionfo della rappresentazione” e dalle relative fonti iconografiche (cfr. nel Catalogo ragionato online delle opere su carta, GPC-0650). La versione preliminare documenta, nella seconda parte del secondo paragrafo, il progetto ideato per l’esposizione collettiva Il modo italiano, Los Angeles Institute of Contemporay Art, Los Angeles, inizialmente prevista dall’11 aprile 1983 ma infine posticipata al gennaio 1984; la messinscena ipotizzata da Paolini non fu mai realizzata, in mostra l’artista presentò una nuova versione di Trionfo della rappresentazione (cfr. nel Catalogo ragionato online dei quadri, delle sculture e delle installazioni, GPO-0507)1.
La medesima versione preliminare è ripresa nel catalogo in due volumi pubblicato dal Nouveau Musée di Villeurbanne in occasione della personale nel gennaio 1984, alla fine del secondo volume, ad annunciare, anche in questo caso, la nuova opera in mostra
Trionfo della rappresentazione2. In apertura del primo volume del catalogo, tuttavia, l’artista pubblica una “Nota”, che, in forma abbreviata, d’ora in poi diventerà parte integrante dello scritto3. In questa prima apparizione, la “Nota”, strettamente legata al catalogo, include due paragrafi supplementari, relativi alla numerologia sottesa all’articolazione della pubblicazione stessa e della mostra che accompagna. La “Nota” comprende due note finali al testo, riferite la prima a Disegno geometrico e la seconda a Trionfo della rappresentazione, ossia alla prima opera dell’artista e alla più recente, realizzata per la mostra. Questa “Nota” posta all’inizio del primo volume e la versione preliminare del testo alla fine del secondo volume racchiudono così la produzione dell’artista dal 1960 al 1983, documentata attraverso scritti e immagini nelle pagine dei due tomi del catalogo. E proprio a queste “pagine” è riferito il finale della “Nota”: “tutti i possibili segni – figures, images – raccolti o evocati in queste pagine”4.
La versione definitiva dello scritto – senza la descrizione del progetto mai realizzato e con la “Nota” posta in chiusura – appare dapprima in inglese nel numero di dicembre 1983 della rivista “Artforum”
, accompagnata alle pagine successive da uno studio in tre parti per Trionfo della rappresentazione5. La prima pubblicazione in italiano della versione definitiva dello scritto compare nel catalogo della personale presentata allo Studio Marconi, Milano (dal 9 febbraio 1984), che include tra i lavori esposti Trionfo della rappresentazione, nella versione presentata contemporaneamente a Los Angeles e Villeurbanne.
Per quanto formulato come nota a un’opera, lo scritto propone alcune sintetiche dichiarazioni particolarmente incisive ed eloquenti sul modo di intendere l’opera e il ruolo dell’autore. “È l’opera, adesso, ad immaginare l’autore”: non è cioè l’autore-demiurgo a creare l’opera, poiché essa gli preesiste, a sua insaputa; l’autore si pone in attesa, in ascolto, veste il ruolo di spettatore. L’opera, per Paolini, è l’annuncio di un’apparizione eventuale; non è la rappresentazione di qualcosa, ma il momento che precede “ogni possibile definizione, oltre il quale tutte le definizioni saranno invece possibili”. Siamo prima della rappresentazione, a sipario ancora chiuso. Nelle parole dell’autore: “L’intervallo che ci separa dall’immagine è l’eternità che si consuma nell’attesa dell’inizio”. In altri termini, Paolini riformula qui a parole ciò che nel 1960 aveva formulato a inchiostro e tempera nel suo primo quadro,
Disegno geometrico (GPO-0001), descritto dall’artista nella nota 1 alla “Nota” finale dello scritto.
Il secondo paragrafo fa riferimento a un personaggio chiave introdotto nel
Trionfo della rappresentazione, il valet de chambre, ripreso dall’iconografia teatrale francese del Settecento, in cui Paolini riconosce una controfigura dell’autore. Anonimo e silenzioso servo di scena, mero testimone dell’atto della rappresentazione, si limita a offrire o porgere un elemento d’immagine, una traccia indistinta di qualcosa che non è ancora o non è già più, come scrive Paolini. Per ribadire che l’autore non è l’artefice, bensì, al contrario, esce di scena per sedersi in platea, affinché protagonista sia l’opera e il suo eventuale divenire nello sguardo dello spettatore6.
“L’artista”, conclude Paolini, “è lontano, ad ammirare il silenzio delle costellazioni”, ossia: l’autore non è nell’opera – non si esprime attraverso l’opera – ma è distante, assorto in magiche visioni, che un’opera può soltanto mettere in prospettiva, far immaginare.

1 La messinscena, descritta nella versione preliminare del testo, avrebbe previsto nove figure maschili vestite da valet de chambre, disposte ognuna su una base di plexiglas – affinché apparissero come sospese in uno spazio astratto – lungo le diagonali dell’ambiente (la loro collocazione coincide con i punti mediani e il centro della squadratura di Disegno geometrico, GPO-0001). Ciascun valletto avrebbe tenuto davanti a sé un oggetto. A un segnale convenuto, le luci in sala si sarebbero spente e gli oggetti sarebbero caduti al suolo, mentre i personaggi sarebbero usciti di scena. Poco dopo, le luci si sarebbero riaccese, sulla scena disabitata sarebbero rimasti i frammenti sparsi a terra, come traccia di un’apparizione illusoria.
2 La personale a Villeurbanne (20 gennaio - 18 marzo) si inaugura lo stesso giorno della collettiva a Los Angeles: in entrambe le mostre, come poco più tardi nella personale allo Studio Marconi a Milano, Paolini presenta la sua opera più recente, Trionfo della rappresentazione (GPO-0507), con minime differenze nei frammenti cartacei applicati a parete, desunti da tre fonti diverse. Lo scritto per il catalogo di Villeurbanne è già pronto nell’agosto del 1983, come si evince da una lettera di Paolini a Germano Celant del 26 agosto 1983, conservata nell’archivio dell’artista, in cui evoca la “Nota per la lettura del catalogo....”).
3 Lo scritto è pubblicato a pagina 29, dopo gli iniziali apparati espositivi e bibliografici (pp. 7-25) e dopo il frontespizio (con il titolo del volume Intentions/Figures) che annuncia i contenuti veri e propri del volume.
4 Le figures e le images si riferiscono ai due volumi del catalogo: il primo tomo (intitolato Intentions/Figures) raccoglie interviste e scritti sovrimpressi a “figure” (riproduzioni di soggetti di vario genere tratte da pubblicazioni varie, “una sorta di sceneggiatura fotografica di pretesti ed evocazioni contestuali al mio lavoro”, come scrive Paolini a Germano Celant nella citata lettera del 26 agosto 1983); il secondo tomo (Images/Index) propone invece una selezione di immagini di opere dal 1960 al 1983, talora accompagnate da note e suddivise in nove capitoli tematici.
5 Paolini era stato invitato nell’estate 1983 dalla rivista d’arte americana a pensare a un contributo da 1 a 5 pagine. L’invito era pervenuto da Germano Celant, all’epoca contributing editor della rivista nonché curatore della mostra Il modo italiano a Los Angeles. Le tre immagini proposte da Paolini insieme allo scritto corrispondono ai tre elementi dello Studio per “Trionfo della rappresentazione” (cfr. GPC-0464, non è chiaro se l’ordine di successione degli elementi secondo e terzo sia errato in “Artforum” oppure riveduto dall’artista nell’opera). La traduzione inglese del testo è pessima; non è dato sapere se l’omissione dei numeri di rimando in apice delle note finali sia accidentale oppure, in questa versione dello scritto, originale dell’artista.
6 In merito al valletto si rimanda alla chiave di lettura proposta nella descrizione dell’opera Trionfo della rappresentazione (GPO-0507).

Disegno geometrico, 1960 (GPO-0001); Trionfo della rappresentazione, 1983-84 (GPO-0507)

G. Paolini, Trionfo della rappresentazione, in “Furor. Esthétique & Rhétorique”, n. 12, ottobre, Ginevra 1984, s.p. (con omissione della nota, in italiano e francese).
G. Paolini,
Giochi d’acqua. Disegni e note 1983-1985, Edizioni Pieroni, Roma 1985, s.p.
Nouvelle Biennale de Paris 1985, catalogo della mostra, Grande Halle de la Villette, Parigi, Electa Moniteur, Parigi 1985, p. 180 (in francese e inglese).
L’œil musicien. Les Ecritures et les Images de la Musique, catalogo della mostra, Palais des Beaux-Arts, Charleroi 1985, p. 93 (con omissione della nota, in francese).
L’intelligenza dell’effetto: la messa in scena dell’opera d’arte, catalogo della mostra, Palazzo Dugnani, Milano, Alinea Editrice, Firenze 1985, s.p.
Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, p. [109].
Invito dell’esposizione personale alla Galerie Paul Maenz, Colonia 1986 (in tedesco).
G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 103 (con omissione della nota, in francese).
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 46-47 (in italiano e tedesco).
Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, pp. 51-52 (italiano) / 111-112 (inglese).
G. Paolini,
Ancora un libro, Edizioni A.E.I.O.U., Roma 1987, p. 36.
G. Paolini,
Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 200.
Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 59.
Giulio Paolini. Künstler. Kritisches Lexikon der Gegenwartskunst, serie 33, n. 7, WB Verlag, Monaco di Baviera, 1996, p. 15 (versione preliminare aprile 1983, in italiano e tedesco).
C. Christov-Bakargiev, Arte Povera, Phaidon Press Limited, Londra 1999, p. 258 (con omissione della nota, in inglese).
Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, p. 194.

Inglese
A Project by Giulio Paolini: Triumph of Representation, in “Artforum”, a. XXII, n. 4, dicembre, New York 1983, p. 43 (traduzione anonima).
Nouvelle Biennale de Paris 1985, catalogo della mostra, Grande Halle de la Villette, Parigi, Electa Moniteur, Parigi 1985, p. 180 (traduzione di Catherine Amidon-Kayoun, Elizabeth Chenet-Muñoz, Raymonde Coudert, Anne Dagbert, Simonetta Greggio, Geneviève Guth-Kitts, Howard Lay, Frédéric Ogée, Carol Pratl, Dominique Taffin, Michael Walsh, Vincent Wierink).
Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, pp. 111-112 (traduzione di Lesley Fagan).
C. Christov-Bakargiev, Arte Povera, Phaidon Press Limited, Londra 1999, p. 258 (con omissione della nota, traduzione da “Artforum”, New York, dicembre 1983).

Francese
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, nell’allegata traduzione francese p. 3; vol. Images/Index, nell’allegata traduzione pp. 8-9 (versione preliminare, traduzione di Anne Machet).
G. Paolini,
Trionfo della rappresentazione, in “Furor. Esthétique & Rhétorique”, n. 12, ottobre, Ginevra 1984, s.p. (con omissione della nota, traduzione anonima).
Nouvelle Biennale de Paris 1985, catalogo della mostra, Grande Halle de la Villette, Parigi, Electa Moniteur, Parigi 1985, p. 180 (traduzione da Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984).
L’œil musicien. Les Ecritures et les Images de la Musique, catalogo della mostra, Palais des Beaux-Arts, Charleroi 1985, p. 93 (con omissione della nota, traduzione da Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984).
G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 103 (con omissione della nota, traduzione di Anne Machet).

Tedesco
Invito dell’esposizione personale alla Galerie Paul Maenz, Colonia 1986 (traduzione anonima).
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 46-47 (traduzione di Daniel Dell’Agli).
Giulio Paolini. Künstler. Kritisches Lexikon der Gegenwartskunst, serie 33, n. 7, WB Verlag, Monaco di Baviera, 1996, p. 15 (versione preliminare, traduzione di Doris von Drathen).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 15/05/2026