Senza titolo, 2013
GPS-0016
Cara Luisa,
vent’anni sembrano dunque essere trascorsi dalla scomparsa di Giuliano: dico “sembrano” perché a dire il vero – sempre che esista qualcosa di vero – non mi è facile constatarne l’assenza. In primo luogo per la sua amabile e intramontabile vitalità, ma anche e soprattutto per la lezione di conoscenza (e coscienza) della Storia e dell’Arte. Parlare della Storia e dell’Arte significa per me – e significava per Giuliano – percorrere due traiettorie parallele ma distinte: se la Storia attraversa il Tempo, l’Arte, semplicemente, a qualsiasi epoca appartenga e a qualsiasi latitudine si trovi, lo abita; pur apparendo sempre diversa è sempre uguale a se stessa e dunque sempre “contemporanea”.
Scusami, cara Luisa, se torno ancora una volta su certi miei temi, ma non potevo non condividerli questa volta con Giuliano che mi incoraggiò a osservarli e a praticarli.
È a lui allora che dedico oggi questo devoto ricordo (o affettuoso rimprovero?) per avermi cioè condotto sui delicati principi ai quali tuttora credo di essere fedele.
Con un abbraccio,
Giulio
Omaggio a Giuliano Briganti redatto, in forma di lettera a Luisa Laureati Briganti, in occasione della giornata di studio organizzata dal dipartimento di Studi Umanistici di Roma Tre il 10 gennaio 2013 a Palazzo Barberini, Roma. Prima pubblicazione in La lezione di Giuliano, in “Il Giornale dell’Arte”, n. 328, Torino, febbraio 2013, p. 10.