Apoteosi di Omero, 1971
GPS-0007
Apoteosi di Omero è il titolo di un quadro di Ingres, esposto al Louvre. In quell’opera alcuni personaggi della storia indicano la figura di Omero come emblema dell’ispirazione classica. Nel mio lavoro, dallo stesso titolo, una serie di fotografie posate su leggii come partiture singole e autonome (ogni spettatore si può rispecchiare in ogni interprete e quindi in ogni personaggio) costituisce una scena senza alcuna finalità narrativa: nessuna relazione unisce le varie identità salvo la loro comune funzione simbolica.
La scena è classica, o lo sarebbe se così non apparisse soprattutto all’occhio, avido e ottenebrato, di chi appunto classica la “vede”. Non è, nondimeno, moderna come potrebbe simulare di intenderla un giudizio devoto al classico. Direi che la scena, piuttosto, sembra concepita dagli stessi personaggi e corrisponde ad un’ottica rigorosamente teatrale.
Teatrale, classico, moderno, sono tre dati incongrui fino a che non si conosca il valore dell’incognita: gli interpreti sono quei personaggi, fermano il tempo reale, non hanno luogo, sconvolgono – per un attimo che essi soltanto possono individuare (fuori della scena?) – i riferimenti abituali (le loro, le nostre stesse identità), celebrano una finzione abbagliante.
Prima e dopo questa illusione di eternità, poco resta all’osservazione, nulla all’analisi. In queste pagine, ho raccolto e ordinato le tracce visibili di queste ipotesi.
Dattiloscritto incluso nell’opera Apoteosi di Omero, 1970-71. Prima pubblicazione in “Data”, a. II, n. 2, febbraio, Milano 1972, pp. 35-39 (in italiano, francese e inglese).
Lo scritto nasce come “nota di scena” dell’opera Apoteosi di Omero, 1970-71 (GPO-0224), presentata la prima volta il 10 settembre 1971 a Belgrado1. Il testo è inserito nel dattiloscritto che fa parte dell’opera medesima e che comprende un frontespizio con l’autore e il titolo, un elenco di quarantacinque personaggi della cronaca e della storia interpretati da attori teatrali e cinematografici contemporanei, e lo scritto in italiano, francese e inglese.
La versione ampliata dello scritto riprodotta in questa scheda include all’inizio un paragrafo supplementare, aggiunto al più tardi nel 1973, che rivela anzitutto la fonte del titolo, ripreso da un noto dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres, pittore francese al quale Paolini aveva già reso omaggio in uno scritto del 1970 (GPS-0004). Il capoverso aggiuntivo prosegue con la descrizione dell’allestimento dell’opera definito da Paolini nel 1972, che prevede la disposizione di ciascuna fotografia sul lato destro di una cartella bianca aperta, posata su un leggio musicale (il lato bianco presuppone altre possibili interpretazioni ancora a venire; il leggio musicale rimanda all’interpretazione illimitata di una partitura)2.
Nel secondo paragrafo, l’autore designa l’opera Apoteosi di Omero con due aggettivi fra loro incongrui, ma entrambi appropriati: “classica” e “moderna”, due dimensioni peraltro compresenti e caratteristiche in tutto il lavoro di Paolini. L’una non esclude l’altra; insieme denotano una tradizione culturale e un ambito di appartenenza (dalla classicità di Omero all’epoca neoclassica di Ingres, fino agli attori della modernità). L’aspetto principale della messinscena di Apoteosi di Omero, tuttavia, è il carattere “teatrale”, sul quale l’autore si sofferma nella parte centrale del testo.
Una “teatralità” analogamente classica e insieme moderna, intesa come registro simbolico dell’arte in senso ampio. L’interpretazione attoriale e la rappresentazione scenica sono l’allestimento di una finzione, estranea alle coordinate spazio-temporali abituali. A teatro come nell’arte, la rappresentazione è basata sull’artificio, quale dimensione peculiare che li accomuna e che segna la linea di confine rispetto alla realtà contingente – un assunto centrale nella poetica di Paolini che trova qui una delle sue prime formulazioni scritte. L’arte è per definizione altra rispetto allo scorrere della vita e al divenire del mondo; è una messinscena illusoria, basata sulle medesime premesse della rappresentazione teatrale. “Prima e dopo questa illusione di eternità” – scrive Paolini in termini eloquenti in chiusura del testo – “poco resta all’osservazione, nulla all’analisi”: l’arte “di sempre” – dalla classicità alla modernità – si compie in questa dimensione senza tempo, in questo teatro della rappresentazione, governato da leggi proprie.
1 L’opera partecipa alla rassegna Pérsona, curata da Achille Bonito Oliva nell’ambito della quinta edizione del festival internazionale del teatro Bitef. Come in tutte le presentazioni anteriori al maggio 1972, gli elementi costitutivi del lavoro – un dattiloscritto e trentadue fotografie – sono raccolti in un album o disposti in successione regolare su un tavolo (da qui la frase conclusiva dello scritto, “In queste pagine, ho raccolto e ordinato...”). In alcune occasioni il testo è letto in tre lingue da due attori, un uomo e una donna. Come attesta una lettera di Paolini a Achille Bonito Oliva del 9 marzo 1971, relativa alla prima presentazione di Apoteosi di Omero in un teatro a Napoli (non documentata finora, probabilmente mai realizzata), il testo, allegato alla lettera come dattiloscritto originale, era già pronto in quella data; oltre che essere parte integrante dei materiali dell’opera, il testo era previsto anche per la diffusione tra il pubblico.
2 Il primo allestimento con le fotografie sui leggii e il dattiloscritto su un leggio anteposto agli altri, come “frontespizio” dell’assieme, risale al 17 maggio 1972 alla Modern Art Agency a Napoli, nell’ambito della rassegna Territorio magico. La prima pubblicazione nota della versione ampliata dello scritto rispetto al dattiloscritto originale è in francese nel catalogo del Festival d’Automne à Paris. Aspects de l’art actuel présentés par la Galerie Sonnabend au Musée Galliera, Musée Galliera, Parigi, Centro Di, Firenze 1973, s.p.; in italiano compare la prima volta in G. Paolini, Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, pp. 60-61.
Jean-Auguste-Dominique Ingres
Apoteosi di Omero, 1970-71 (GPO-0224)
Jean-Auguste-Dominique Ingres, Homère déifié, dit aussi L’apothéose d’Homère, 1827, olio su tela, 386 x 512 cm, Musée du Louvre, Parigi.
• Festival d’Automne à Paris. Aspects de l’art actuel présentés par la Galerie Sonnabend au Musée Galliera, catalogo della mostra, Musée Galliera, Parigi, Centro Di, Firenze 1973, s.p. (versione ampliata, in francese e inglese).
• Artistas Italianos de Hoje na XII Bienal do Museu de Arte Moderna de São Paulo, Brasil, catalogo della mostra, Museu de Arte Moderna, San Paolo 1973, p. 49 (versione dattiloscritto, in portoghese).
• Paolini: opere 1961/73, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano 1973, s.p. (versione ampliata, in italiano e inglese).
• G. Paolini, Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, pp. 60-61; nuova edizione Electa, Milano 2023, pp. 86-87 (versione ampliata).
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Stedelijk Museum, Amsterdam 1980, p. 28 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, in olandese e inglese).
• Giulio Paolini. Werke und Schriften 1960-1980, Kunstmuseum Luzern, Lucerna 1981, s.p. (versione ampliata, in italiano e tedesco).
• Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959, catalogo della mostra, Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi, Centro Di, Firenze 1981, pp. 365 (estratti Apoteosi... Louvre e Nel mio lavoro... simbolica), 377 (estratto La scena è... ipotesi), 386 (estratto La scena è... ipotesi, con datazione errata “1972”) (in francese).
• Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, p. 130 (versione ampliata, nell’allegata traduzione francese p. 8).
• L’œil musicien. Les Ecritures et les Images de la Musique, catalogo della mostra, Palais des Beaux-Arts, Charleroi 1985, p. 88 (versione ampliata, in francese).
• Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, p. [73] (versione ampliata).
• Giornale dell’esposizione personale al Palais des Beaux-Arts, Charleroi 1986, s.p. (versione ampliata, in francese).
• G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, pp. 58-59 (versione ampliata, in francese).
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 26 (versione ampliata, con datazione “1972”, in italiano e tedesco).
• Fabro, Kounellis, Paolini, catalogo della mostra, Lucio Amelio, Napoli 1986, s.p. (versione ampliata).
• G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 152 (versione ampliata).
• Giulio Paolini. Il “Teatro” dell’opera, catalogo della mostra, Galleria Franca Mancini, Pesaro, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1991, p. 26 (versione ampliata).
• Giulio Paolini. Correspondances, catalogo della mostra, Accademia di Francia, Villa Medici, Roma, Umberto Allemandi & C., Torino 1996, cat. n. 4 (versione ampliata).
• Many Colored Objects Placed Side by Side to Form a Row of Many Colored Objects. Works from the collection of Annick and Anton Herbert – Programme, catalogo della mostra, Casino Luxembourg, Forum d’art contemporain, Lussemburgo 2000, p. 79 (versione ampliata, in italiano) / 255 (francese) / 263 (inglese).
• Arte povera in collezione, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, Edizioni Charta, Milano 2000, p. 208 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, in italiano e inglese).
• Arte Povera: Art from Italy 1967-2002, catalogo della mostra, Museum of Contemporary Art, Sydney 2002, p. 90 (versione ampliata, in inglese).
• Giulio Paolini 1960-1972, catalogo della mostra, Fondazione Prada, Milano 2003, p. 316; idem nell’edizione inglese (versione ampliata).
• L’élémentaire, le vital, l’énergie. Arte Povera in Castello, catalogo della mostra, Fondation Émile Hugues, Vence, Skira editore, Milano 2004, p. 73 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, in francese e inglese).
• Arte Povera, catalogo della mostra, Toyota Municipal Museum of Art, Toyota 2005, p. 137 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, in giapponese).
• Public Space / Two Audiences. Werke und Dokumente aus der Sammlung Herbert, catalogo della mostra, Kunsthaus Graz, Graz 2006, p. 310 (versione ampliata, in tedesco).
• Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, p. 130 (versione ampliata).
Inglese
• Dattiloscritto incluso nell’opera Apoteosi di Omero (traduzione anonima).
• G. Paolini, Apoteosi di Omero, in “Data”, a. II, n. 2, febbraio, Milano 1972, p. 37 (traduzione anonima).
• Festival d’Automne à Paris. Aspects de l’art actuel présentés par la Galerie Sonnabend au Musée Galliera, catalogo della mostra, Musée Galliera, Parigi, Centro Di, Firenze 1973, s.p. (traduzione anonima).
• Paolini: opere 1961/73, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano 1973, s.p. (traduzione anonima).
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Stedelijk Museum, Amsterdam 1980, p. 28 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, traduzione di Patricia Wardle, Alexander van Grevenstein, Dorine Mignot).
• Many Colored Objects Placed Side by Side to Form a Row of Many Colored Objects. Works from the collection of Annick and Anton Herbert – Programme, catalogo della mostra, Casino Luxembourg, Forum d’art contemporain, Lussemburgo 2000, p. 263 (versione ampliata, traduzione di Anne Masotti).
• Arte povera in collezione, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, Edizioni Charta, Milano 2000, p. 208 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, traduzione di Marguerite Shore)
• Arte Povera: Art from Italy 1967-2002, catalogo della mostra, Museum of Contemporary Art, Sydney 2002, p. 90 (versione ampliata, traduzione di Fabrizia Baldissera, Stephen Sartarelli).
• Giulio Paolini 1960-1972, catalogo della mostra, Fondazione Prada, Milano 2003, p. 316 (edizione inglese, traduzione di Anne Ellis, David Stanton).
• L’élémentaire, le vital, l’énergie. Arte Povera in Castello, catalogo della mostra, Fondation Émile Hugues, Vence, Skira editore, Milano 2004, p. 73 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, traduzione di Jill Harry, Cécile Vaiarelli).
Francese
• Dattiloscritto incluso nell’opera Apoteosi di Omero (traduzione anonima).
• G. Paolini, Apoteosi di Omero, in “Data”, a. II, n. 2, febbraio, Milano 1972, p. 37 (traduzione anonima).
• Festival d’Automne à Paris. Aspects de l’art actuel présentés par la Galerie Sonnabend au Musée Galliera, catalogo della mostra, Musée Galliera, Parigi, Centro Di, Firenze 1973, s.p. (traduzione anonima).
• Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959, catalogo della mostra, Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi, Centro Di, Firenze 1981, pp. 365 (estratti Apoteosi... Louvre e Nel mio lavoro... simbolica), 377 (estratto La scena è... ipotesi), 386 (estratto La scena è... ipotesi) (traduzione di Jean Georges d’Hoste, Fabio Palmiri).
• Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, nell’allegata traduzione p. 8 (versione ampliata, traduzione di Anne Machet).
• L’œil musicien. Les Ecritures et les Images de la Musique, catalogo della mostra, Palais des Beaux-Arts, Charleroi 1985, p. 88 (versione ampliata, traduzione da Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984).
• Giornale dell’esposizione personale al Palais des Beaux-Arts, Charleroi 1986, s.p. (versione ampliata, traduzione di Anne Machet).
• G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, pp. 58-59 (versione ampliata, traduzione di Anne Machet).
• Many Colored Objects Placed Side by Side to Form a Row of Many Colored Objects. Works from the collection of Annick and Anton Herbert – Programme, catalogo della mostra, Casino Luxembourg, Forum d’art contemporain, Lussemburgo 2000, p. 255 (versione ampliata, traduzione di Alain Cueff).
• L’élémentaire, le vital, l’énergie. Arte Povera in Castello, catalogo della mostra, Fondation Émile Hugues, Vence, Skira editore, Milano 2004, p. 73 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, traduzione di Jill Harry, Cécile Vaiarelli).
Tedesco
• Dattiloscritto di Hans Gerd Tuchel trasmesso a Giulio Paolini, 29 novembre 1973.
• Giulio Paolini. Werke und Schriften 1960-1980, Kunstmuseum Luzern, Lucerna 1981, s.p. (versione ampliata, traduzione di Ursula Arese Isselstein).
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 26 (versione ampliata, traduzione di Daniel Dell’Agli).
• Public Space / Two Audiences. Werke und Dokumente aus der Sammlung Herbert, catalogo della mostra, Kunsthaus Graz, Graz 2006, p. 310 (versione ampliata, traduzione di Discobole, Angela Hörmann, Friederike Kulcsar, Steven Lindberg, Andrea Müller-Lereuil, Uli Nickel).
Portoghese
• Artistas Italianos de Hoje na XII Bienal do Museu de Arte Moderna de São Paulo, Brasil, catalogo della mostra, Museu de Arte Moderna, San Paolo 1973, p. 49 (versione dattiloscritto, traduzione di Laura Marchiori).
Olandese
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Stedelijk Museum, Amsterdam 1980, p. 28 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, traduzione di Patricia Wardle, Alexander van Grevenstein, Dorine Mignot).
Giapponese
• Arte Povera, catalogo della mostra, Toyota Municipal Museum of Art, Toyota 2005, p. 137 (estratto Apoteosi... funzione simbolica, traduzione di Masaru Aoyama, Katzuo Hashimoto, Masaru Hiroishi, Tadashi Kanai, Yuki Maeki, Tomoo Matsubara, Reiko Tomii, Kiyoo Uemura).