Il fronte del Moderno, 1989
GPS-0171
In un’intervista di qualche anno fa, mi fu chiesto qual era, secondo me, il più bel quadro della storia dell’arte di tutti i tempi. Risposi, senza esitazioni, l’Embarquement pour Cythère di Jean-Antoine Watteau.
Dimenticavo, o meglio non potevo prevedere, che successivamente mi sarebbe stato chiesto di dire qualcosa su Diego Velázquez. Non potrei dire nulla ora su di lui, senza affermare, smentendomi, che Las Meninas è certamente il più bel quadro della storia dell’arte di tutti i tempi. E in effetti lo è, come lo è “anche” il quadro di Watteau e lo sono, con uguale diritto, tutti i quadri che, per un verso o per l’altro, offrono immagini trasparenti, consapevoli – vorrei dire – di non essere altro che immagini.
Ma se di “verso” mi è capitato di parlare poche righe più sopra, non è per caso: il verso, appunto, della tela che Velázquez sta dipingendo apre il “fronte” moderno della visione e illumina, da quell’istante, le tormentate, innumerevoli vie, in parte ancora inesplorate, che ci consentono di guardare, oggi, un’opera d’arte.
“L’Espresso”, Roma, 1 ottobre 1989, p. 149.
Jean-Antoine Watteau; Diego Velázquez
Diego Velázquez, Las Meninas, 1656, olio su tela, 318 x 276 cm, Museo del Prado, Madrid; Jean-Antoine Watteau, Pelerinage à l'île de Cythere, 1717, olio su tela, 129 x 194 cm, Musée du Louvre, Parigi
• Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 13.