Comédie Italienne, 1983
GPS-0027
Richiamo della bellezza (visione dell’inganno?), esclusivo (impraticabile?) è il sentiero che sembra condurci all’Embarquement pour Cythère.
Quadro che descrive l’indescrivibile (per questo è difficile da ricordare), celebra i fasti della pittura senza compiacersene. Sguardo estatico e memoria critica, modella la figura del vuoto a tutto tondo. Capolavoro che supera sé stesso (nelle due versioni esistenti), immagine che coniuga rivoluzione e discrezione. Sintesi superiore dell’implicito (il veder guardare) ruba lo spazio all’interpretazione. Illusione compatibile, o ancora: l’illustrazione del vero.
Così le figure danzanti e i corpi riversi, personaggi stremati, il cui solo ruolo è di godere l’assurdo privilegio del riflettore, indifferenti anche agli echi più verosimili, abbandonati ad ornare (a chiudere?) la cornice-proscenio di Comédie ltalienne sono la consapevole considerazione di un limite.
Non sarò dunque spettatore di un’intenzione (di un’immagine?) della quale non sarò mai stato autore.
Comédie Italienne, programma di sala, Ninfeo del Bramante, Genazzano 1983.
Lo scritto è redatto in occasione della rappresentazione del lavoro teatrale di Giulio Paolini e Carlo Quartucci intitolato Comédie Italienne al Ninfeo del Bramante a Genazzano il 10 settembre 19831.
Come il “frammento scenico” di Paolini e Quartucci, così anche lo scritto trae ispirazione dal noto dipinto di Jean-Antoine Watteau intitolato Embarquement pour Cythère (1718-19)2. Allegoria del mitico desiderio di approdo a Citera – isola natale di Venere, dea dell’amore e della bellezza – il dipinto raffigura un gruppo di pellegrini che si apprestano all’imbarco verso la meta ideale, notoriamente irraggiungibile. Lo scritto fa risuonare il dipinto settecentesco intrecciando fin dall’inizio la dimensione immaginaria con la disillusione della finzione, accostando la leggerezza della prima all’inganno della seconda, in un gioco di contrari che genera un cortocircuito tra affermazione e negazione. Il gioco della messa in scena diventa per Paolini la “falsa verita” della rappresentazione stessa, che attraverso i suoi artifici invita lo sguardo all’imbarco verso un punto di fuga inafferrabile, verso un viaggio irrinunciabile quantunque impossibile.
La seconda parte è riferita allo spettacolo teatrale di Paolini e Quartucci, nel quale musici e danzatori occupano la parte perimetrale della scena, mentre l’area centrale è dominata dalla protagonista femminile, avvolta in un ampio mantello, sul quale è riprodotta l’immagine di una platea. Il contesto teatrale – la finzione della rappresentazione, gli attori, il palcoscenico – diventa esso stesso soggetto, in una continua transizione fra illusione e disillusione.
Il capoverso finale può essere letto nella chiave di uno scritto di poco precedente, Trionfo della rappresentazione (GPS-0026), in cui l’autore-spettatore e il “trionfo della rappresentazione” sono i temi centrali.
Come altri scritti coevi, anche questa nota a Comédie Italienne si inscrive nell’interesse di Paolini, in particolare negli anni 1981-84, per il teatro e la pittura francese del Settecento, come suggeriscono tra gli altri i riferimenti alle Fausses confidences di Marivaux, alla figura del valletto e alla pittura di Watteau (cfr. gli scritti GPS-0024, GPS-0025, GPS-0026; tra le opere cfr. GPO-0460, GPO-0483, GPO-0506, GPO-0531; nelle opere su carta, Watteau appare ripetutamente fin dal 1979).
1 Lo spettacolo prodotto dalla Zattera di Babele e diretto da Quartucci trae origine nell’ottobre 1981, sempre a Genazzano; nel 1983 è riproposto con lievi varianti (cfr. la sezione Scenografie nel sito della Fondazione, https://www.fondazionepaolini.it/ita/scenografie/elenco-completo#). In una lettera a Germano Celant del 26 agosto 1983, Paolini menziona questo scritto come “testo che ho appena annotato per Comédie Italienne, che sarà presentata a Genazzano” (lettera conservata nell’archivio dell’artista).
2 Il quadro compare già in uno scritto del 1973 (GPS-0147); nel 1989 riappare come capolavoro prediletto dall’artista (GPS-0171), mentre nel 2016 è fonte di ispirazione del testo (e del correlato lavoro) intitolato Fine (GPS-0121). Il titolo Embarquement pour Cythère corrisponde alla seconda versione del tema, avviato nel 1717 con Pélérinage à l’île de Cythere (Musée du Louvre, Parigi), da qui la menzione delle due versioni nello scritto di Paolini.
Jean-Antoine Watteau
Comédie Italienne, 1981 (cfr. Scenografie)
Jean-Antoine Watteau, Pelerinage à l’île de Cythere, 1717, olio su tela, 129 x 194 cm, Musée du Louvre, Parigi; Jean-Antoine Watteau, Embarquement pour Cythère, 1718-19, olio su tela, 131 x 193 cm, Schloss Charlottenburg, Berlino
• Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, p. 65 (nell’allegata traduzione francese p. 9).
• La Zattera di Babele. Boccascena, a cura di R. Fuchs e C. Quartucci, programma di sala, La Zattera di Babele, Venezia 1984, p. 19 (in italiano e inglese).
• Giulio Paolini. La Casa di Lucrezio, catalogo della mostra, Palazzo Rosari Spada, Spoleto, Grafis Edizioni, Casalecchio di Reno (Bologna) 1984, pp. 71-72.
• L’intelligenza dell’effetto: la messa in scena dell’opera d’arte, catalogo della mostra, Palazzo Dugnani, Milano, Alinea Editrice, Firenze 1985, s.p.
• Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, p. [103].
• G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 49 (in francese).
• La Zattera di Babele, programma delle Wiener Festwochen 1986, Vienna 1986, s.p. (in tedesco).
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 3 Il Luogo / Der Ort, p. 32 (in italiano e tedesco).
• G. Paolini, Ancora un libro, Edizioni A.E.I.O.U., Roma 1987, p. 21.
• G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 160.
• Giulio Paolini. Il “Teatro” dell’opera, catalogo della mostra, Galleria Franca Mancini, Pesaro, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1991, p. 73.
• La Zattera di Babele 1981-1991. 10 anni di parola, immagine, musica, teatro, a cura di
La Zattera di Babele, Opera Universitaria dell’Università degli Studi di Palermo, Firenze 1991, p. 91.
• Sipario / Staged Art. Balla, De Chirico, Savinio, Picasso, Paolini, Cucchi, catalogo della mostra, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, Edizioni Charta, Milano 1997, p. 262 (italiano) / 263 (inglese).
Inglese
• La Zattera di Babele. Boccascena, a cura di R. Fuchs e C. Quartucci, programma di sala, La Zattera di Babele, Venezia 1984, p. 19 (traduzione anonima).
• Sipario / Staged Art. Balla, De Chirico, Savinio, Picasso, Paolini, Cucchi, catalogo della mostra, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, Edizioni Charta, Milano 1997, p. 263 (traduzione di Juliet Haydock).
Francese
• Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, p. 65 nell’allegata traduzine p. 9 (traduzione di Anne Machet).
• G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 49 (traduzione di Anne Machet).
Tedesco
• La Zattera di Babele, programma delle Wiener Festwochen 1986, Vienna 1986, s.p. (in tedesco, traduzione anonima).
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 3 Il Luogo / Der Ort, p. 32 (traduzione di Daniel Dell’Agli).