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Giulio Paolini. Vedo, catalogo della mostra, QUI arte contemporanea, Roma 1970
Giulio Paolini. Vedo, catalogo della mostra, Galleria Notizie, Torino 1970
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Non posso affermare che la mostra è dedicata al vero (al visibile) così come, forse, non si può affermare che l’arte astratta è nata, nel 1810, con gli “errori” di Ingres. Due giorni a Montauban invitano a possedere la scoperta; un minuto, in seguito, basta ad estenderla (e a ridurla) al flusso inesauribile delle emozioni.
Unica storia di queste opere è l’assoluta dedizione al fenomeno, antico, di vedere.

Giulio Paolini. Vedo, catalogo della mostra, QUI arte contemporanea, Roma 1970, s.p.; Giulio Paolini. Vedo, catalogo della mostra, Galleria Notizie, Torino 1970, s.p. (seconda tappa della medesima mostra).

Lo scritto introduce l’esposizione personale Giulio Paolini. Vedo, presentata prima presso QUI arte contemporanea a Roma (20 gennaio - 7 febbraio 1970), poi alla Galleria Notizie a Torino (18 febbraio - 20 marzo 1970). Ciascuna sede espositiva realizza uno stampato che funge da invito-catalogo, diverso nell’aspetto ma identico nei contenuti, comprensivi della dichiarazione introduttiva di Paolini, dell’elenco delle opere esposte, accompagnate ognuna da una nota dell’autore, e di un testo critico di Marisa Volpi Orlandini1.
Il breve testo introduttivo annuncia il tema principale della mostra, riferito anche nel titolo della stessa (“Vedo”) e alla base di tutte le opere esposte: l’atto visivo. Un vedere, però, orientato non tanto al “vero” (o al “visibile”), come chiarisce Paolini, quanto piuttosto alla decifrazione e trascrizione (riduttiva) della percezione e dei suoi limiti. Ossia: il
fenomeno del vedere, più che il vedere come conseguimento di una visione. Ne sono una testimonianza le opere in mostra, che indagano i confini del campo visivo, la visibilità della luce, l’osservazione di un quadro. Fin dall’inizio l’indagine sul confine tra visibilità e invisibilità è per Paolini parte integrante dell’approccio all’arte, basato sull’idea che un’opera non debba mostrare né dimostrare alcunché, ma semplicemente annunciare o suggerire qualcosa, visibile soltanto all’occhio dell’immaginazione.
L’evocazione di Ingres è un omaggio a un maestro del passato tra i prediletti di Paolini, amato proprio per i suoi “errori” (notoriamente le volute imperfezioni e deformazioni anatomiche distintive del linguaggio formale del pittore francese): “Ciò che mi sorprende in lui è questa sua ‘cecità’, la pura attitudine, l’estrema devozione al particolare, che lo distrae dalla dialettica (dalla problematica cioè) del dipingere. Egli è cieco di fronte all’interezza del soggetto; quando si parla degli ‘errori’ di Ingres, è da ciò che traspare il suo atteggiamento di trasporto verso il mestiere e la tecnica, che diventa vocazione e dedizione ‘disumana’, identità assoluta tra autore e opera”, dichiara Paolini
2. I “due giorni a Montauban” si riferiscono alla visita di Paolini al Musée Ingres durante un soggiorno nel Sud della Francia3. Dalla visione dei quadri di Ingres alla loro evocazione, attraverso la memoria visiva, interviene quello stesso “vedere” che elude il “vero” o il “visibile”: una visione che non vede nulla di compiuto, ma apre lo sguardo all’immaginazione (oltre che al “flusso di emozioni”), alimentata dall’eco di immagini preesistenti che affolla la mente dell’artista4. Fin dalla sua prima opera, Disegno geometrico, 1960 (GPO-0001), un quadro è per Paolini l’inquadratura che invita lo sguardo a “vedere” tutti i quadri possibili, passati e futuri.
Il campo semantico del vedere – lo sguardo, l’atto visivo, l’occhio, l’osservatore – occupa un ruolo fondamentale nel lavoro di Paolini. Esplicitamente indagato nella produzione del 1969, è concettualmente alla base di tutta la sua ricerca. In questo senso, lo scritto è quasi una dichiarazione programmatica, che in estrema sintesi riassume uno dei temi principali della poetica paoliniana: il vedere come evocazione di qualcosa che sfugge allo sguardo diretto e nello stesso tempo come irrinunciabile desiderio alla base della creazione artistica.

1 Le due pubblicazioni si inscrivono nelle collane editoriali distintive delle due gallerie. Il catalogo romano è un pieghevole a due ante (chiuso 23 x 21 cm, aperto 23 x 42 cm aperto), le facciate prima e quarta riportano titolo e numero della mostra, dettagli della sede espositiva e dell’inaugurazione, mentre le facciate interne propongono i testi di Paolini e Volpi Orlandini. Il catalogo torinese è un foglio piegato in due (chiuso 29.8 x 40.5 cm, aperto 40.5 x 59.7 cm), la prima facciata, con i dettagli della mostra e della sede espositiva, riproduce sei scatti di Anna Piva che riprendono Paolini mentre realizza l’opera Vedo (la decifrazione del mio campo visivo) nel proprio studio nel luglio 1969; le facciate seconda e terza riportano i testi, mentre la quarta facciata riproduce quattro opere in mostra. Per le opere esposte nelle due sedi cfr nel Catalogo ragionato online dei quadri, delle sculture e delle installazioni, GPO-0175, GPO-0181, GPO-0182, GPO-0186, GPO-0188, GPO-0193, GPO-0194, GPO-0195, GPO-0196, GPO-0197.
2 G. Paolini nell’intervista di A. Bonito Oliva, Dentro il linguaggio, realizzata nel 1971 ma pubblicata solo in Giulio Paolini. Opere 1961/73, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano 1973, s.p.
3 Insieme alla compagna Anna Piva, Paolini compie il suo primo viaggio all’estero nella primavera del 1969, in occasione della partecipazione al Premier Festival International de la Peinture al Château-Musée di Cagnes-sur-mer, inaugurato il 29 marzo 1969.
4 Si veda a questo proposito l’opera Mlle du Val d’Ognes (da Jacques Louis David), 1969 (GPO-0182), inclusa nella personale a Roma e Torino.

Jean-Auguste-Dominique Ingres

Musée Ingres Bourdelle, Montauban

Giulio Paolini, QUI arte contemporanea, Roma, 1970; Giulio Paolini, Galleria Notizie, Torino, 1970

La Biennale di Venezia. 35a Biennale internazionale d’arte, catalogo della mostra, La Biennale di Venezia, Venezia 1970, p. 72.
Paolini, in “Flash Art”, n. 18, maggio-giugno, Roma 1970, p. 5 (in italiano e inglese).
Arte Povera: 13 italienische Künstler. Dokumentation und neue Werke, catalogo della mostra, Kunstverein München, Monaco di Baviera 1971, s.p. (in tedesco).
Giulio Paolini, in “Flash Art”, n. 33-34, maggio-luglio, Milano 1972, p. 43 (in italiano e inglese).
Documenta 5, catalogo della mostra, Neue Galerie e Museum Friedericianum, Kassel 1972, p. 16.60 (in italiano e tedesco).
Participio presente, catalogo della mostra, Galleria Civica d’Arte Moderna, Palazzo dei Diamanti, Ferrara 1973, s.p.
G. Paolini,
Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, p. 41; nuova edizione Electa, Milano 2023, p. 67.
Giulio Paolini. Atto unico in tre quadri, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano, Gabriele Mazzotta editore, Milano 1979, p. 46.
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Stedelijk Museum, Amsterdam 1980, p. 24 (in olandese e inglese).
Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959, catalogo della mostra, Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi, Centro Di, Firenze 1981, p. 320 (in francese).
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, p. 43 (nell’allegata traduzione francese p. 4).
Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, p. [67].
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 30 (in francese).
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 22 (con datazione “1975”, in italiano e tedesco).
G. Paolini,
Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 26.
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Arnoldo Mondadori Editore-De Luca Edizioni d’Arte, Milano-Roma 1988, p. [64].
C. Christov-Bakargiev, Arte Povera, Phaidon Press Limited, Londra 1999, p. 258 (con titolo “I see (deciphering my visual field)” e datazione “1969”, in inglese).
Giulio Paolini 1960-1972, catalogo della mostra, Fondazione Prada, Milano 2003, p. 293; idem nell’edizione inglese.
Arte Povera, catalogo della mostra, Toyota Municipal Museum of Art, Toyota 2005, p. 128 (in giapponese).
Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, p. 123.

Inglese
Paolini, in “Flash Art”, n. 18, maggio-giugno, Roma 1970, s.p. (traduzione anonima).
Giulio Paolini, in “Flash Art”, n. 33-34, maggio-luglio, Milano 1972, p. 43 (traduzione anonima).
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Stedelijk Museum, Amsterdam 1980, p. 24 (traduzione di Patricia Wardle, Alexander van Grevenstein, Dorine Mignot).
C. Christov-Bakargiev, Arte Povera, Phaidon Press Limited, Londra 1999, p. 258 (con titolo “I see (deciphering my visual field)”, traduzione di Liz Heron).
Giulio Paolini 1960-1972, catalogo della mostra, Fondazione Prada, Milano 2003, p. 293 (edizione inglese, traduzione di Anne Ellis, David Stanton).

Francese
Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959, catalogo della mostra, Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi, Centro Di, Firenze 1981, p. 320 (traduzione di Jean Georges d’Hoste, Fabio Palmiri).
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, nell’allegata traduzione p. 4 (traduzione di Anne Machet).
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 30 (traduzione di Anne Machet).

Tedesco
Arte Povera: 13 italienische Künstler. Dokumentation und neue Werke, catalogo della mostra, Kunstverein München, Monaco di Baviera 1971, s.p. (traduzione anonima).
Documenta 5, catalogo della mostra, Neue Galerie e Museum Friedericianum, Kassel 1972, p. 16.60 (traduzione anonima).
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 22 (traduzione di Daniel Dell’Agli).

Olandese
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Stedelijk Museum, Amsterdam 1980, p. 24 (traduzione di Patricia Wardle, Alexander van Grevenstein, Dorine Mignot).

Giapponese
Arte Povera, catalogo della mostra, Toyota Municipal Museum of Art, Toyota 2005, p. 128 (traduzione di Masaru Aoyama, Katzuo Hashimoto, Masaru Hiroishi, Tadashi Kanai, Yuki Maeki, Tomoo Matsubara, Reiko Tomii, Kiyoo Uemura).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 15/05/2026