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Doppio gioco, 1997

GPO-0791

Progetto non realizzato

Il progetto ideato dapprima per lo scalone d’accesso al Neues Museum di Weimar, in vista dell’inaugurazione del museo nel 1998, è stato in seguito riveduto e adattato per uno scalone esterno della Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma in occasione del progetto di restauro e ampliamento di quest’ultima1. In entrambi i casi e per ragioni diverse, i committenti hanno infine abbandonato la realizzazione dell’opera.
L’artista descrive il progetto in questi termini: “Due figure maschili (due statue in bronzo o in marmo, in grandezza al vero e in abiti contemporanei) sono poste alla sommità di una scala esterna. Apparentemente identiche nell’aspetto e nella posa, come due copie dello stesso originale, sono però due diversi momenti dello stesso personaggio. I due momenti non sono – come di solito avviene – posti in successione l’uno dopo l’altro, non osservano qui un ordine di precedenza: sono – in assoluto – simultanei, nessuno – credo – potrà mai accertare quale dei due preceda o segua quell’altro. Il primo, leggermente proteso in avanti, è intento a disegnare su una superficie quadrata situata sul piano verticale risultante dall’innesto della scala nella parete. La punta della sua matita tocca il centro del quadrato, che il disegno tracciato sulla superficie indica proprio come il punto dove egli si trova. Il secondo, a breve distanza dal primo e posto al centro di una superficie quadrata uguale alla precedente ma in piano orizzontale, è invece intento ad osservare: il suo sguardo è sospeso e si perde lontano. I due personaggi gravitano entrambi intorno allo stesso ‘tavolo da gioco’. La partita non potrà mai avviarsi, né tantomeno concludersi, perché sia l’uno che l’altro sono ospiti, e non titolari, dello stesso luogo: il luogo dell’opera, ovvero lo spazio dove l’opera ha luogo. Ospite dell’opera è l’autore, che ospita a sua volta l’osservatore. Disegnare, osservare. Osservare, disegnare… Invertendo l’ordine dei fattori l’immagine non cambia, il dilemma rimane, il
Liber Veritatis continua all’infinito”2.

1 L’iniziativa romana ha coinvolto sei architetti e sei artisti (Stefano Arienti, Enzo Cucchi, Nunzio, Giulio Paolini, Paola Pezzi, Marco Tirelli) invitati nel marzo 1997 dalla Soprintendenza Speciale per l’Arte Contemporanea - Galleria Nazionale d’Arte Moderna a elaborare idee guida per un progetto di riqualificazione e ampliamento del museo. I materiali pervenuti sono stati esposti alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna dal 6 maggio all’1 giugno 1997. Il progetto è poi stato abbandonato a favore di un nuovo concorso di architettura indetto nel 1999.
2 G. Paolini in Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, p. 338. La descrizione è riferita alla variante romana del progetto. A Weimar i due personaggi erano previsti ai piedi dello scalone ed entrambi leggermente chini sui piani orizzontali dei due pilastri simmetrici.

G. Paolini in Giulio Paolini. Von heute bis gestern/Da oggi a ieri, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, p. 338.
A. Coulange, Giulio Paolini, Carnets de la commande publique, Éditions du Regard, Parigi 1997, ripr. p. 70 (progetto Weimar).
Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, ripr. p. 338 (progetto Roma).
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 791, p. 809, ripr. col.
F. Guzzetti, Spiegelung und “Äquivalenz”. Giulio Paolini, Paul Maenz und Gerd de Vries, in YES TO ALL. Die Schenkung Paul Maenz Gerd de Vries, catalogo della mostra, Staatliche Museen zu Berlin – Kupferstichkabinett, Berlino, DCV, Berlino 2025, pp. 125-126, non ripr.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 15/05/2026