Théogonie, 2025
GPO-1185
Inchiostro nero e collage su riproduzione fotostatica, sfera in vetro di Murano, sfera di sodalite, prova di stampa serigrafica, lastra di plexiglas
Collage 20 x 20 cm, sfera di vetro Ø 6 cm, sfera di sodalite Ø 7 cm, lastra di plexiglas 35 x 35 cm, misure complessive 24 x 35 x 35 cm
Titolato, firmato e datato al verso del collage, al centro: " "Thégonie" / Giulio Paolini / (2025)"
Collezione dell'artista
Due sfere, l'una di vetro e l'altra di sodalite, sono posate sopra una lastra di plexiglas, che trattiene, in posizione sfalsata, un'immagine fotografica di uno specchio d'acqua vibrante di riflessi. La sfera blu cangiante fa eco alla superficie iridescente dell'acqua, mentre la sfera di vetro accoglie, nell'intaglio, un collage che riprende un'incisione di William Blake raffigurante una scena ispirata alla Teogonia di Esiodo. Sul disegno ottocentesco sono applicati alcuni frammenti lacerati che riproducono, dall’alto verso il basso, uno scorcio di cielo blu, il dettaglio di una macchia d’inchiostro nero, del pigmento rosso e dei frammenti di carta colorata. Dallo sguardo della figura maschile si diparte un tracciato lineare che ne disegna l'angolo visuale.
Il titolo, impresso nella tavola di Blake, rimanda alla narrazione della nascita degli dei, che in Paolini diventa, in chiave metaforica, un'allusione al mistero insondabile del divenire di un'opera d'arte. I particolari di colore e la macchia di inchiostro sono infatti primi indizi, ancora informi, di un'opera sconosciuta; analogamente l'immagine indistinta dello specchio d'acqua suggerisce un contesto primordiale, anteriore a ogni definizione formale. Le due sfere e lo scorcio di cielo rappresentano invece una dimensione ideale, ovvero quel Tutto, ineffabile, che il protagonista attende di avvistare nella propria linea d'orizzonte.
• Immagine a stampa nel collage: John Flaxman, Compositions from the Works and Days and Theogony of Hesiod, engraved by William Blake, Longman, Hurst, Rees, Orme and Brown, Londra 1817.
• Immagine dello specchio d’acqua: Piscina di Cleopatra, Hierapolis-Pamukkale (riproduzione tratta da Roloff Beny Interprets in Photographs Pleasure of Ruins by Rose Macaulay, Holt, Rinehart and Winston, New York 1977, p. 9, “Columns under water at Hierapolis, Turkey”).
• Macchia d’inchiostro nera: Francis Picabia, La Sainte Vierge II, 1920, inchiostro di china su carta, Bibliothèque Doucet, Parigi.
| • | G. Paolini, Eccomi. Qui dove sono, Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino 2025, ripr. col. p. 102. |