Ex libris, 2023
GPO-1165
Calco in gesso, libro rilegato con pagine bianche, tavole a stampa lacerate, riproduzione fotostatica su carta da lucido, base bianca, teca di plexiglas
Calco 26 x 10 x 10 cm, libro aperto 24 x 45 x 2 cm, riproduzione su carta da lucido 16 x 18 cm, base 90 x 50 x 50 cm, teca 50 x 50 x 50 cm, misure complessive 140 x 50 x 50 cm
Titolato, firmato e datato all’ultima pagina del libro: “ “Ex libris” / Giulio Paolini / 2023”
Collezione privata, Brescia
Su un libro rilegato a pagine bianche, in posizione aperta, sono disposti i frammenti lacerati di alcune tavole settecentesche – tratte da un reprint dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert e raffiguranti antichi macchinari – mentre un altro frammento, desunto dalla stessa fonte, si affaccia tra le pagine del libro. Al centro si staglia l’immagine dell’occhio disegnato dall’architetto neoclassico Claude-Nicolas Ledoux, la cui iride riproduce l’interno del suo teatro per Besançon. L’assieme delle immagini sembra trattenuto dal calco in gesso di una mano, posato in prossimità del libro.
La locuzione latina del titolo rinvia, alla lettera, al gesto della mano intenta a fermare i frammenti che fuoriescono dal libro, mentre in senso figurato, con riferimento al significato dell’ex libris quale etichetta identificativa del proprietario di un libro, rimanda alla mano e all’occhio come “contrassegni” distintivi dell’artista, desideroso di vedere e toccare una dimensione inafferrabile.
• Occhio: incisione raffigurante l’interno del teatro progettato da Claude Nicolas Ledoux per Besançon (riproduzione tratta da Claude-Nicolas Ledoux, L’Architecture, Parigi 1804, vol. II, p. 113).
• Tavole a stampa: Recueil de planches de l’Encyclopédie, par ordre de matiéres, Chez Panckoucke, Parigi 1786.