L’enigma dell’ora, 2024
GPO-1171
Matita e collage su carta, calco in gesso, lastra di plexiglas, base bianca
Lastra di plexiglas 60 x 60 cm, base 70 x 60 x 60 cm, misure complessive 78 x 60 x 60 cm
Collezione privata
Sul piano d’appoggio della base, una lastra di plexiglas trattiene un collage con un disegno a matita: al centro, seminascosto, l’immagine lacerata di un particolare del dipinto Plaisirs du poète (1912) di Giorgio de Chirico funge da nucleo germinale di un assieme di riquadri a matita, in rapida successione e fra loro sfalsati, mentre tutt’intorno sono sparsi i frammenti fotografici di due opere di Paolini siglate da un titolo, Piazza d’Italia1, ripreso da una nota serie di dipinti dechirichiani. Sulla lastra di plexiglas è collocato il calco in gesso di una mano aperta, colta nell’atto di fermare la dispersione degli elementi d’immagine e disposta in modo da lasciare scorgere i due orologi presenti nel collage.
La girandola di riquadri disegnati, che amplifica l’eco del dipinto dechirichiano seminascosto, così come i frammenti delle Piazze paoliniane richiamano memorie di luoghi metafisici. Il gesto della mano rimanda, in senso figurato, al titolo dell’opera, L’enigma dell’ora (anch’esso tratto da un dipinto di de Chirico e allusivamente richiamato attraverso gli orologi nel collage), ovvero all’istante, sospeso ed enigmatico, in cui i frammenti si dispongono in una nuova immagine, ancora ignota.
1 I frammenti lacerati riproducono Piazza d’Italia (II), 2001 (GPO-0866) e Piazza d’Italia (III), 2002 (GPO-867) allestite presso Alfonso Artiaco, Napoli nel 2021, negli stessi ambienti cioè in cui nel marzo 2024 L’enigma dell’ora è esposto per la prima volta.
• Giorgio de Chirico, Les plaisirs du poète, 1912, olio su tela, 69.5 x 86.4 cm, Esther Grether Family Collection, Basilea.
• Titolo ripreso da Giorgio de Chirico, L’enigma dell’ora, 1911, olio su tela, 55 x 71 cm, Collezione Mattioli.
| 2024 | Napoli, Alfonso Artiaco, Giulio Paolini. Dall’Italia, 2 marzo - 20 aprile. |