Habitat, 2021
GPO-1128
Espositori di plexiglas trasparente, pietra pirite, rosa gialla di carta, pennello usato, boccetta di vetro con inchiostro verde, cubo di plexiglas con intaglio, frammenti cartacei, clessidra con polvere rosa, compasso, lente di ingrandimento, lastra di plexiglas bianco, base bianca, teca di plexiglas
Tre espositori 21.5 x 11 x 11 cm ciascuno, lastra di plexiglas bianco 40 x 40 cm, base 90 x 50 x 50 cm, teca 50 x 50 x 50 cm, misure complessive 140 x 50 x 50 cm
Collezione dell'artista
Tre espositori trasparenti sono disposti a formare una quinta teatrale per la messinscena di alcuni “oggetti d’affezione” dell’artista: una lente di ingrandimento, un compasso, un pennello usato, dell’inchiostro, una clessidra, frammenti di annotazioni autografe, una pietra e una rosa gialla.
Se la clessidra rinvia all’inesorabile trascorrere del tempo, la rosa gialla richiama un componimento di Jorge Luis Borges (Una rosa gialla, 1960), che narra come il poeta del Seicento italiano Giambattista Marino, in punto di morte, abbia preso atto della vanità di trasporre in versi la realtà. La pietra dal canto suo ricorda un frammento di meteorite, che rimanda a una dimensione cosmica, estranea alle coordinate spaziotemporali ordinarie.
Gli strumenti di lavoro e gli elementi simbolici evocano, in estrema sintesi, l’habitat elettivo dell’artista: l’ambiente di lavoro del suo studio e la dimensione concettuale della sua poetica.
| 2021-22 | Torino, Tucci Russo Chambres d’Art, Giulio Paolini. Qui (da lontano), 28 ottobre 2021 - 29 gennaio 2022. |