Come non detto, 2006
GPO-0928
Astuccio per gioielli, matita nera, riproduzioni fotostatiche su acetato, foglio bianco, foglio da disegno accartocciato, lastra e teca di plexiglas
Teca di plexiglas 50 x 50 x 50 cm
Collezione privata, Bologna
Un astuccio per gioielli blu, appoggiato sopra un foglio da disegno accartocciato, è tenuto in posizione aperta per mezzo di una matita nera, che trattiene anche alcuni fogli. Due fogli di acetato riproducono rispettivamente il disegno di una struttura modulare, basata sulla moltiplicazione di Disegno geometrico, 1960 (GPO-0001)1, e il profilo del volto dell’artista, in atteggiamento riflessivo, associato a una pila di fogli da disegno2. I fogli sono disposti in modo che la punta della matita trafigga il centro della struttura modulare e l’occhio sinistro.
Dalla pila di fogli vergini, riprodotti nel ritratto, al foglio accartocciato – un tentativo mancato, già consumato – si estende il cammino verso l’opera ideale (evocata attraverso Disegno geometrico) che l’autore tenta di avvistare sempre da capo, senza però riuscire a fissarla in modo compiuto. Il segreto (o il mistero) dell’opera incognita rimane sospeso nel cofanetto semi aperto, che amplifica il silenzio della scena “senza parole”, suggerita dal titolo.
L’opera fa parte di una serie di tre lavori, realizzati nel 1989 (GPO-0638), 1990 (GPO-0663) e 1994 (GPO-0726).
1 Il disegno presiede alla struttura in tubolari di metallo realizzata nel 1992 per l’allestimento delle mostre personali presso le gallerie Christian Stein, Milano e Yvon Lambert, Parigi e riutilizzata nel 1999 per la presentazione dell’opera Padiglione dell’Aurora (GPO-0832) nel Teatro del Castello di Rivoli, così come nel 2014 per l’opera In esilio (GPO-1039).
2 Il motivo è ripreso dalla litografia realizzata nel 1989 per una serie di opere su carta intitolate Senza titolo (Ni le soleil ni la mort...) (cfr. da GPC-0752 a GPC-0759), dove il profilo del volto – ricalcato da un ritratto scattato dal fotografo Gérard Amsellem nel 1983 – è delineato in sovrapposizione all’immagine di alcuni fogli impilati ed è corredato di una puntina da disegno, collocata in corrispondenza della pupilla dell’occhio sinistro, in modo che sembra trattenere il primo foglio della pila.
Figura tratta da un ritratto di Giulio Paolini scattato da Gérard Amsellem, 1983.
| 2006 | Bergamo, GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Giulio Paolini. Fuori programma, 6 aprile.- 16 luglio, ripr. col. pp. 86 e 82-83 (veduta dell’opera in mostra). |