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Vitrine, catalogo della mostra, Fondazione Torino Musei e Nero Edizioni, Torino 2015, p. 61
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GPS-0117

Caro Francesco,
anche se i nostri rispettivi dati anagrafici si guardano da lontano (oltre trent’anni dividono le nostre personali vite vissute) i nostri sguardi sembrano però incontrarsi, convergere su traiettorie parallele, quasi coincidenti.
Lo scarto generazionale c’è, come dev’essere, ma qualcosa persiste e si configura come un dialogo a distanza tra le tue sculture e i miei calchi in gesso: echi, entrambi, di qualcosa che è e non è, è stato o forse sarà...
Le tue opere “senza titolo” occupano a pieno titolo il vuoto che le tecniche più antiche e tradizionali (modellare la materia, incidere il metallo) chiedono di colmare oggi come ieri... di toccare con lo sguardo quella soglia irrinunciabile che divide il “dove siamo” dal “dove è” lo spazio dell’opera: la dimensione illimitata eppure visibile e concreta di un’immagine.
Giulio

Vitrine, catalogo della mostra, Fondazione Torino Musei e Nero Edizioni, Torino 2015, p. 61 (in italiano e inglese).

Francesco Barocco

Inglese
Vitrine, Fondazione Torino Musei e Nero Edizioni, Torino 2015, p. 61 (traduzione di Tatiana Ouroussof).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 25/06/2026