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Ricostruzione teorica di un artista: Bruno Munari nelle collezioni Vodoz-Danese, catalogo della mostra, Association Jacqueline Vodoz et Bruno Danese, Milano 1996, pp. 10-11
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Se vi ho detto di sì, se ormai l’ho promesso – cari Bruno e Jacqueline – devo proprio affrontare il compito.
Difficile, spericolato se mi aveste chiesto di esporre un giudizio storico e analitico sull’opera di Bruno Munari, dato che non possiedo la conoscenza necessaria per farlo. Facile, addirittura congeniale invece, se posso concedermi di parlare di qualcosa che conosco da sempre ma a mio modo, vorrei dire intimamente, visto che mi accompagna tuttora.
Conosco, credo di conoscere quel suo modo inconfondibile, quel tratto sottile e discreto, essenziale. Condivido insomma con lui la propensione per un certo ordine corretto e leggibile ma non per questo scontato. Anzi: che si impone alla lettura proprio grazie alla trasparenza e alla semplicità che ogni volta riesce a rinnovare.
Ma veniamo al dunque, al perché (ormai arrivato alla quindicesima riga di questo dattiloscritto) sono intenzionato a procedere...
Devo molto a Bruno Munari, alla sua sapienza acrobatica in grado di attraversare con eleganza e rigore la pittura e la scultura, la grafica, l’editoria e il design, territori apparentemente esclusivi ma tali soltanto per chi non sappia mescolare le carte.
Le sue impeccabili evoluzioni, il suo tocco aggraziato capace di semplificare la complessità, i suoi stupefacenti giochi di prestigio insegnano – non soltanto a me – come mantenersi “in forma”.

Ricostruzione teorica di un artista: Bruno Munari nelle collezioni Vodoz-Danese, catalogo della mostra, Association Jacqueline Vodoz et Bruno Danese, Milano 1996, pp. 10-11.

Bruno Munari

Bruno Danese; Jacqueline Vodoz

Scheda a cura di Maddalena Disch, 17/06/2026