Milleluci, 1988
GPS-0039
Certi artisti credono nell’esistenza del “vero”. Credono, cioè, non soltanto (come è vero) in quello che fanno, ma che questo qualcosa sia a suo modo necessario, corrisponda all’attesa di qualcuno o di tutti. Dal loro punto di vista l’istituzione di un rapporto, di un fine o almeno di una destinazione dell’opera, non richiede ulteriori conferme.
Altri, invece, non credono nella “necessità” dell’opera, ma fanno ad ogni modo dell’esistenza dell’opera la necessità loro propria. Nessuno saprà che cosa avevano da dire, perché nessuno avrà mai posto la questione.
Gli uni e gli altri – e noi che guardiamo – tutti, insomma, affolliamo la stessa platea: la lieve curvatura del proscenio, appena percepibile, prima ancora di accogliere le nostre visioni è lì a coincidere con la curva dell’orizzonte, a illuminare le stelle, a rappresentare il tutto o il nulla al quale assistiamo.
Giulio Paolini. Signore e signori…, catalogo della mostra, Museo di Capodimonte, Napoli 1988, p. 17.
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Arnoldo Mondadori Editore-De Luca Edizioni d’Arte, Milano-Roma 1988, p. 23.
• Giulio Paolini. Il “Teatro” dell’opera, catalogo della mostra, Galleria Franca Mancini, Pesaro, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1991, p. 42.
• Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 68.