Senza titolo, 1987
GPS-0035
Un’esposizione – non è certo il caso di dirlo – è lì a proporre degli oggetti, ad offrirci delle immagini. Un dato di fatto quasi sempre sostenuto da un’affermazione di principio: un titolo (un nome o un tema) posto a rafforzare un’indicazione, uno svolgimento iconografico riconducibile all’uno o all’altro dei soggetti enunciati, e che costituisce appunto la ragione che ci ha condotto a visitarla.
Ma un’esposizione è anche, a sua volta e in quanto tale, un’immagine. Una cornice, di tempo e di luogo, che delimita senza prescrizioni di percorso (il senso della visita) ma attuando invece la messa in scena dell’opera (il non senso della rappresentazione) l’area nella quale ci siamo venuti a trovare.
La geometria assoluta e sovrana che governa questo spazio mi ha convinto ad affrontare l’incognita. Nessuna delle opere esposte è dunque visibile per se stessa, non è qui per rendersi evidente; tutte assolvono ad un felice atto di sottomissione, si inchinano alla maestosa simmetria del luogo per disporsi a onorare – a decorare – le linee immateriali che già guidano il nostro sguardo. Il quale, credendo ancora una volta di imporre il comando, si abbandona invece al labirinto di strade senza fine tracciato da quell’irresistibile salto nel vuoto che abbiamo chiamato “esposizione”.
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Musée des Beaux-Arts, Nantes, 1987, p. 17 (in francese). Prima pubblicazione in italiano in “Lorenzo il Magnifico”, n. 1, dicembre, Ravenna 1987, p. 2.
Giulio Paolini, Musée des Beaux-Arts, Nantes 1987
• G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 98.
• Giulio Paolini. La voce del pittore. Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 308 (estratto Un’esposizione... venuti a trovare).
• Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, p. 200.
Francese
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Musée des Beaux-Arts, Nantes, 1987, p. 17 (traduzione di Anne Machet).