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G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze, 1988, p. 269
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GPS-0191

L’uomo che mi precede nella coda allo sportello ha la mia stessa statura, la mia stessa età (più precisamente, quella che forse un giorno mi sarà consentito di raggiungere). Ha un moderato accento napoletano (che invece non riuscirò a conquistare, sempre che non riesca, prima o poi, a trasferirmi laggiù); indossa un abito di ottimo taglio, ma troppo pesante per l’attuale stagione.
Pretende di ritirare subito certi documenti e agita i suoi diritti con una spiccata mancanza di convinzione. La sua carta di identità è scaduta da tempo: dichiara allora, prima di andarsene e di cedermi il posto, che non provvederà certo a rinnovarla perché, a suo dire, ha già vissuto abbastanza e niente potrà convincerlo a ricominciare da capo.
Arrivato il mio turno, vengo a sapere che non dovevo presentarmi di persona e che la mia pratica risulta sospesa.

G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze, 1988, p. 269.

Scheda a cura di Maddalena Disch, 10/06/2026