G.P. e G.P., 1986
GPS-0158
Giovane professore: Dunque, tanto per riassumere, possiamo dire che la tua ricerca, nei primi anni sessanta, era rivolta all’analisi...
Giulio Paolini: Devo subito interromperti: è su quel “possiamo” che non concordo, anzi non concordavo, dato che ora il mio punto di vista non può essere che il tuo.
GP: Vuoi dire che, allora, non potevi presumere quella che sarebbe stata in seguito la valutazione – mia e tua – di quei quadri?
GP: L’artista abita un presente illimitato, il suo traguardo è – sempre e soltanto – l’opera, distolta da qualsiasi implicazione di senso e di ruolo...
GP: Per questo dici che, ora, concordi con un’interpretazione che all’origine non avresti condiviso...
GP: Certo devo associare qualcosa che è stato “fatto” a qualcosa che è stato ”visto”, così come la critica deve dissociare dal suo lessico la parola “bellezza”, anche se non ho mai inteso tutti i miei quadri come una ricerca ma, al contrario, tutte le volte ho ricercato l’immagine di un quadro.
Ma ora, come vedi, “possiamo” perfino scambiarci le iniziali.
G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 50 (in francese). Prima pubblicazione in italiano in Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, pp. 52-53 (italiano) / 112-113 (inglese).
• G. Paolini, Ancora un libro, a cura di Bruno Corà, I libri di A.E.I.U.O., Editrice Inonia, Roma 1987, p. 65.
• G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 12.
Inglese
• Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, pp. 112-113 (traduzione di Lesley Fagan).
Francese
• G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 50 (traduzione di Anne Machet).