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Morandi: dans l’écart du réel, catalogo della mostra, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi 2001, pp. 142-143
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Non mi sono mai innamorato di Giorgio Morandi… pur tuttavia ho sempre provato per lui una più che rispettosa ammirazione, la più alta considerazione. La sua lezione è indiscutibile, la sapienza e la disciplina della sua pittura non lasciano alcun dubbio.
Sono stato invece innamorato di Giorgio de Chirico… e con lui tuttora permane una serena e felice convivenza: ho la fortuna di possedere un suo autoritratto, un piccolo “inchiostro su carta” che mi sono permesso di inquadrare in una cornice-portaritratti e che conservo, come si fa di solito coi parenti stretti e le persone più care, in un angolo appartato della mia abitazione. De Chirico vi si ritrae “fuori tempo”, abbigliato in costume del Seicento: salto nel vuoto (della Storia), visione acrobatica e spericolata che, per esempio, il pudore e la regola di Morandi non potrebbero neppure concepire.
Dote preziosa e riconosciuta di Giorgio Morandi, che forse però ci trattiene dallo slancio di una condivisione totale e… affettuosa della sua opera, è la sua infallibilità: non un quadro, non una sola pennellata – pur osservando l’ostinata e ossessiva ripetizione propria della sua opera – risultano di troppo. In certi disegni, poi, il prodigio di “vedere” un oggetto che non c’è – un vuoto accanto al quale però si distende un’ombra portata che così lo trasforma in un pieno – tocca il primato dell’essenzialità e della perfezione.
De Chirico, tanto per insistere nel paragone, inciampa invece spesso e volentieri in visioni non sempre nitide, anzi confuse e capricciose, che sfuggono al controllo della sintesi formale e precipitano negli abissi di una profondità dove tutto può accadere ma non tutti riescono a seguirlo (penso anche a Francis Picabia, altra mia passione sempre viva, autore anche lui di alcuni bellissimi/bruttissimi quadri…).
Mi accorgo ora che, in tutta sincerità, i tratti del mio carattere (e delle mie opere) corrispondono più ai “difetti” di Morandi che alle qualità – peraltro rare e inimitabili – di de Chirico o Picabia che ho inteso privilegiare.
Che sia vittima anch’io, come spesso succede, dell’attrazione fatale dei contrari?

Morandi: dans l’écart du réel, catalogo della mostra, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi 2001, pp. 142-143 (in francese).

Giorgio de Chirico; Giorgio Morandi; Francis Picabia

G. Paolini, Quattro passi. Nel museo senza muse, Giulio Einaudi editore, Torino 2006, p. 96.
Giulio Paolini / Giorgio de Chirico, a cura di A. Cortellessa, Nino Aragno editore, Torino 2019, pp. 27-28 (con titolo “Fuori tempo” e datazione errata “2006”).

Francese
Morandi: dans l’écart du réel, catalogo della mostra, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi 2001, pp. 142-143 (traduzione di Carlo Turnani).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 19/06/2026