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Giulio Paolini è in viaggio,…………………………

Colto così, di sorpresa, non riesco a ricordare (o forse non ho mai saputo) quale libro debba meritare più di ogni altro di essere segnalato alla lettura.
E poi, sceglierne uno significherebbe far torto a tutti gli altri. Non perché mi ritenga un così autorevole lettore da influenzare le scelte di altri lettori, anzi: ma per discrezione, per una sorta di pudore che credo d’obbligo in una questione squisitamente privata come la lettura.
Immerso come sono a osservare, disegnare… e talvolta anche a scrivere, sono diventato (o forse sono sempre stato) un lettore discontinuo, negligente, un assaggiatore vorace ma subito sazio, dall’assimilazione lenta e faticosa.
Sono ovviamente appassionato di libri e cataloghi d’arte che però raramente leggo per intero e ancor più raramente conservo in biblioteca, quasi vittima di un collezionismo molto severo e selettivo.
Ma non c’è giorno, o quasi, che non mi capiti di ricorrere alla consultazione di un libro, uno solo: il dizionario. Lì ogni parola è perfetta, al posto giusto, figura impeccabile, vera e propria apparizione prima ancora dell’insieme delle lettere e del significato che rappresenta. E pronta a riservarci ogni sorta di piaceri, in superficie e in profondità: dalla corretta linearità dell’ortografia agli avvincenti abissi dell’etimologia. Grazie ai doppi, tripli… a volte inesauribili sensi che riesce ad assumere, una parola può anche procurarci, oltre alla nozione che costituisce per se stessa, impensate aperture e prospettive…
Se per esempio, e malaugurata ipotesi, una sentenza mi imponesse mai di rinunciare al possesso dei miei libri, farei subito ricorso e inoltrerei la supplica di non privarmi di un dizionario della lingua italiana: l’uno o l’altro, non fa differenza.

Inedito

Scheda a cura di Maddalena Disch, 19/06/2026