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Antonio Catelani dritto e traverso, Fondazione Teseco per l’arte, Firenze, [1999], p. 29
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Antonio Catelani è un artista temerario, vorrei dire spericolato… Le sue composte ed eleganti acrobazie attraversano quella linea sottile, tesa nello spazio, che da un capo all'altro della sua traiettoria (dal controllo della tecnica all'audacia della scoperta) conduce al punto di arrivo, al ritrovato equilibrio.
Il rigore del canone si salda così al bagliore della sorpresa e la giusta dose di sapienza si fonde all'innato dono dell'innocenza: sono questi gli elementi complementari che sempre, credo, danno luogo alle più felici apparizioni, momenti durevoli e capaci di trattenerci col fiato sospeso.
La finezza, poi, consiste anche nel non dar prova del lavoro, della fatica che un tale percorso comunque comporta, nell’osservanza di una leggerezza e di una discrezione che sono anch’esse componenti essenziali alla riuscita dell’esercizio.
L'economia che presiede alle sue opere sembra consistere in una miracolosa equazione: minimo sforzo = massimo dell'effetto (e non si tratta di effetti
speciali, ma di effetti straordinariamente normali).
Spericolato, dunque, dicevo di Antonio Catelani. Non certo, ovviamente, in rapporto all'effettiva quota di rischio a cui l'aggettivo abitualmente si riferisce: il rischio che l'artista ritrova ogni volta, in ogni sua opera, è una sua scelta (un quadro o una scultura non sono avversari con cui misurarsi, nemici da battere: niente e nessuno gli chiede di affrontarli). Mi riferisco invece alla facoltà, sua propria, di dare l'annuncio, di farci pervenire l'atteso segnale di scampato pericolo.
Quale pericolo? Quello, a volte nascosto ma sempre insidioso, pronto a provocare danni irreparabili e conseguenze catastrofiche: dalla chiacchiera
creativa al balbettio travestito da discorso.
Grazie ad Antonio Catelani, il viaggio si conclude felicemente: senza scosse, evitando manovre troppo laboriose, approdiamo finalmente nell'opera.

Antonio Catelani dritto e traverso, Fondazione Teseco per l’arte, Firenze, [1999], pp. 29 (italiano) / 30 (inglese).

Antonio Catelani

Scheda a cura di Maddalena Disch, 19/06/2026