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Giulio Paolini. Correspondances, catalogo della mostra, Accademia di Francia, Roma, Umberto Allemandi & C., Torino 1996, p. 45
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GPS-0056

Vado meno frequentemente a Roma. Sono perfino arrivato a dimenticare le sue pur memorabili bellezze: bellezze irrinunciabili però dal momento che, da un certo punto di vista, ho ripreso a frequentarla ora più che mai. Mi ci ritrovo come un tempo: parlo dell’anno 1806, quando mi aggiravo dalle parti di Villa Medici alla ricerca di Ingres, forse il più leggendario dei suoi ospiti. L’anno dopo, rintracciato il Maestro e assunte temporaneamente le sembianze di François Granet, mi vidi oggetto di un prodigio: a pochi passi dal palazzo del Quirinale, fui trasformato in quadro.
O molto prima, stessi luoghi (anche se l’Académie de France à Rome non era ancora stata formalmente istituita), nell’Anno Jubilaei 1650, quando sulle tracce di Poussin vagavo con assiduità in ogni dettaglio dei suoi dipinti, fino a raggiungere un’imprevista metamorfosi che mi condusse a confondere il mio autoritratto con il suo, o viceversa...

Giulio Paolini. Correspondances, catalogo della mostra, Accademia di Francia, Roma, Umberto Allemandi & C., Torino 1996, p. 45.

François-Marius Granet; Jean-Auguste-Dominique Ingres; Nicolas Poussin

Villa Medici, Roma

Autoritratto, 1968 (GPO-0152)

Jean-Auguste-Dominique Ingres, Portrait de François-Marius Granet, 1807, olio su tela, 75 x 53 cm, Musée Granet, Aix-en-Provence

Scheda a cura di Maddalena Disch, 17/06/2026