Senza titolo, 1983
GPS-0153
– L’artista, dimenticata la sua prima opera, si mette in disparte ed al suo posto appare un gentiluomo: tutti i quadri che riuscirà a mostrare in seguito si metteranno in posa, come a formare un'immensa cornice a quel riquadro vuoto. Il punto è di attribuire data e luogo a quel primo istante...
– Non ne sono convinto, forse è vero il contrario: è l’artista che appare alla fine, è lui che resta! Di chi sarebbero, se no, quelle tracce, quelle stesse che ora ci permettono di parlare?
The private life
G. Paolini, Les fausses confidences, Giulio Einaudi editore, Torino 1983 (cartella grafica).
Nella prima pubblicazione dello scritto, nella cartella grafica Les fausses confidences, edita nel dicembre 1983 (cfr. Catalogo ragionato online delle edizioni grafiche, GPE-0042), lo scritto è siglato “11. The private life”, come l’undicesima tavola litografica contenuta nella cartella. Questo titolo riprende quello di un racconto di Henry James, The Private Life (La vita privata, 1892), che narra di uno scrittore sdoppiato in un personaggio pubblico (attore di se stesso) e in uno privato (ignoto al pubblico, ritirato, intento a scrivere nel silenzio)1. Uno sdoppiamento e insieme uno spossessamento di sé che interessa Paolini in relazione all’identità dell’autore, al centro di questo breve scritto, tra i primi dedicati all’argomento.
Sviluppato in forma di dialogo, il testo è costruito sulla contrapposizione di due affermazioni contrarie, entrambe vere, che sospendono ogni giudizio, secondo una dialettica implicita alle “false confidenze” proposte nella cartella grafica del 19832. Il dialogo interroga la figura dell’autore nei termini di uno sdoppiamento tra presenza e assenza: tra un personaggio che “si mette in disparte”, per lasciare il posto a un “gentiluomo”. Una tematica che inizia a farsi strada nella ricerca e nelle riflessioni di Paolini tra il 1982 e il 1983, in particolare con l’introduzione della figura del valletto (cfr. nell’ambito degli scritti GPS-0151 e GPS-0026). Chi è l’autore? È qualcuno che c’è, ma senza rivelarsi, lasciando in scena una controfigura, per potersi appartare, come lo scrittore del racconto di James. Un’identità incorporea, speculare all’inconsistenza dell’opera, che, quantunque visibile, è mera rappresentazione. Qualcuno, cioè, che lascia tracce visibili di sé, negando però che siano sue: l’opera richiama l’autore e viceversa, senza che l’una coincida con l’altro, come Paolini affermerà nei successivi approfondimenti di questo tema così centrale nella sua poetica (cfr. GPS-0028).
Oltre all’autore, lo scritto interessa anche un altro aspetto cruciale nell’universo di pensiero paoliniano: l’opera, che l’artista insegue senza mai riuscire a compierla in termini assoluti; l’opera, che l’artista ripete sempre da capo, credendo di avvistarla e illudendosi ogni volta di poterla toccare con mano. La prima opera e tutte quelle che seguono sono emanazioni innumerevoli dello stesso punto d’origine, che finiscono per coincidere nello stesso punto di fuga. L’argomento, annunciato nella premessa alla cartella Les fausses confidences (GPS-0024), è ripreso da Paolini nel corso di una conversazione pubblica, nell’ottobre 1984, proprio in relazione a questo scritto (cfr. nel Catalogo ragionato online delle interviste, GPI-…conversazione Certaldo 1984, nella pubblicazione originale alle pp. 65-66)2.
1 Lo stesso titolo è stato utilizzato da Paolini anche per un’opera su carta, The Private Life (H.J.), 1987-88 (GPC-.0735).
2 Il tema delle opere che si rincorrono, si sovrappongono, fino ad annullarsi reciprocamente, è ripreso anche in altri scritti successivi, cfr. per esempio La pittura abbandonata, 1985 (GPS-0144).
• Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, pp. 78-79 (nell’allegata traduzione francese p. 10).
• G. Paolini, Giochi d’acqua. Disegni e note 1983-1985, Edizioni Pieroni, Roma 1985, s.p. (associato al titolo “La fortuna è cieca”, che sigla l’opera GPO-0532 esposta nella personale alla Galleria Pieroni, Roma, in occasione della quale la raccolta di scritti è stata pubblicata).
• Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, p. 142 (con titolo “The private life”).
• G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 89 (con titolo “11. The private life”, in francese).
• Fra usikkerhet til samlet kraft…, catalogo della mostra, Kunstnernes Hus, Oslo 1986, quaderno monografico, s.p. (in italiano e inglese).
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 44 (in italiano e tedesco).
• Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, pp. 45, 47 (con titolo “11. The private life”, in italiano) / 108, 110 (inglese).
• G. Paolini, Ancora un libro, Edizioni A.E.I.O.U., Roma 1987, p. 15 (con titolo “The private life”).
• G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 239.
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Arnoldo Mondadori Editore-De Luca Edizioni d’Arte, Milano-Roma 1988, p. [88].
• G. Paolini, Contemplator enim, Galleria Christian Stein, Milano, Hopefulmonster editore, Firenze 1991, p. 11 (nell’allegata traduzione inglese pp. [1-2]).
• Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 27.
• Giulio Paolini. Künstler. Kritisches Lexikon der Gegenwartskunst, serie 33, n. 7, WB Verlag, Monaco di Baviera, 1996, p. 15 (in italiano e tedesco).
• Pieghevole dell’esposizione collettiva Tutto è connesso. Opere della collezione del Castello di Rivoli 1998-2009, Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli 2011 (in italiano e inglese).
Inglese
• Fra usikkerhet til samlet kraft…, catalogo della mostra, Kunstnernes Hus, Oslo 1986, quaderno monografico, s.p. (traduzione di Eddie Allen).
• Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, pp. 108, 110 (traduzione di Lesley Fagan).
• G. Paolini, Contemplator enim, Galleria Christian Stein, Milano, Hopefulmonster editore, Firenze 1991, nell’allegata traduzione pp. 1-2 (traduzione di Paul Blanchard).
• Pieghevole dell’esposizione collettiva Tutto è connesso. Opere della collezione del Castello di Rivoli 1998-2009, Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli 2011 (traduzione anonima).
Francese
• Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, nell’allegata traduzione p. 10 (traduzione di Anne Machet).
• G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 89 (traduzione di Anne Machet).
Tedesco
• Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 44 (traduzione di Daniel Dell’Agli).
• Giulio Paolini. Künstler. Kritisches Lexikon der Gegenwartskunst, serie 33, n. 7, WB Verlag, Monaco di Baviera, 1996, p. 15 (traduzione di Doris von Drathen).