Casa di Lucrezio, 1983
GPS-0150
Dal labirinto, una volta non trovatane la via d’uscita, si è liberi di immaginare altri innumerevoli labirinti che conducono, tutti, al punto di partenza.
G. Paolini, Les fausses confidences, Giulio Einaudi editore, Torino 1983 (cartella grafica).
La prima pubblicazione finora nota di questo breve scritto è la cartella grafica Les fausses confidences, pubblicata dall’editore torinese Giulio Einaudi nel dicembre 1983 (cfr. Catalogo ragionato online delle edizioni grafiche, GPE-0042)1. Nel foglio di testo che riunisce dodici scritti, numerati e titolati come le altrettante tavole litografiche, lo scritto è siglato come “5. Casa di Lucrezio”, a suggerire un’ipotetica associazione o corrispondenza con la quinta tavola, in cui appare il disegno del labirinto utilizzato per la serie di lavori intitolati Casa di Lucrezio, realizzati nel 1981 (cfr. Catalogo ragionato dei quadri, sculture e installazioni i numeri da GPO-0452 a GPO-0458).
Pochi mesi più tardi, Paolini riprende lo scritto in forma ampliata, come nota di commento a una nuova versione di Casa di Lucrezio, presentata la prima volta nell’esposizione personale tenuta nel giugno 1984 a Spoleto (GPO-0517)2.
Per quanto legato alla citata serie di opere, il breve scritto ispirato al motivo del labirinto può essere letto come significativa dichiarazione di poetica. Per Paolini, infatti, non è mai questione di formulare soluzioni o definizioni – di trovare cioè la via d’uscita dal labirinto – quanto piuttosto di rimanere nella potenzialità illimitata, senza alcuna volontà di approdo. Il labirinto, in questo senso, può essere inteso come cifra di libertà. Ricominciare dall’inizio equivale a restare nell’immaginazione (senza fine) di ciò che potrebbe divenire, senza mai dare corpo ad alcunché di definit(iv)o.
Nel 1984 il medesimo tema viene riformulato in un altro scritto breve, senza titolo, che ribadisce la predilezione per il ritorno al punto di partenza, piuttosto che il raggiungimento di una meta (GPS-0156).
1 A proposito del titolo della cartella e degli scritti inclusi, cfr. anche GPS-0024.
2 Come nota all’opera, lo scritto include una descrizione di quest’ultima, nell’allestimento presentato a Spoleto: “Le undici ‘figure’ che dalle undici finestre sembrano qui possedere con lo sguardo (ed escludere quindi dal nostro) le altrettante opere esposte, vestono l’abito simbolico del tempo e dello spazio: ciascuna infatti (origine o riflesso?) annuncia e definisce il proprio luogo come momento originale di ciascuna delle opere alle quali si trova, via via, a corrispondere. I frammenti del labirinto e le nuances delle tuniche, allora, altro non testimoniano che la visibilità incontestabile di innumerevoli aurore che conducono, tutte, ad altrettanti crepuscoli” (G. Paolini in Giulio Paolini. La Casa di Lucrezio, catalogo della mostra, Palazzo Rosari Spada, Spoleto, Grafis Edizioni, Casalecchio di Reno [Bologna] 1984, p. 33).
• Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, p. 119 (nell’allegata traduzione francese p. 7).
• Giulio Paolini. La Casa di Lucrezio, catalogo della mostra, Palazzo Rosari Spada, Spoleto, Grafis Edizioni, Casalecchio di Reno (Bologna) 1984, p. 33 (versione ampliata con riferimento all’opera Casa di Lucrezio, 1981-84, GPO-0517).
• Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, p. 139 (con titolo “Casa di Lucrezio”).
• G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 82 (con titolo “5. Maison de Lucrèce”, versione ampliata con riferimento all’opera Casa di Lucrezio, 1981-84, GPO-0517, in francese).
• Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, p. 43 (con titolo “5. Casa di Lucrezio”, in italiano) / 107 (inglese).
• G. Paolini, Ancora un libro, Edizioni A.E.I.O.U., Roma 1987, p. 12 (con titolo “Casa di Lucrezio”).
• G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 92.
• G. Paolini, La verità in quattro righe e novantacinque voci, Giulio Einaudi editore, Torino 1995, p. 111 (voce “Labirinto”).
• Giulio Paolini. Early Dynastic, catalogo della mostra, Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, Roma, Skira editore, Milano 2001, p. 39.
• G. Paolini, Dall'Atlante al Vuoto in ordine alfabetico, Mondadori Electa, Milano 2010, p. 69 (voce “Labirinto”, versione riveduta nella parte finale).
Inglese
• Markus Lüpertz, Giulio Paolini: figure, colonne, finestre, catalogo della mostra, Castello di Rivoli, Rivoli 1986, p. 107 (traduzione di Lesley Fagan).
Francese
• Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, nell’allegata traduzione p. 7 (traduzione di Anne Machet).
• G. Paolini, Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 82 (versione ampliata con riferimento all’opera Casa di Lucrezio, 1981-84, GPO-0517; traduzione di Anne Machet).
