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Giulio Paolini. Expositio, catalogo della mostra, Museo Poldi Pezzoli, Milano, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano) 2016, p. 60
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Cosa resta di un tanto esteso panorama, di una così vasta “summa iconographica”? Tutto, che appaia o meno, è ancora visibile sempre che lo si voglia vedere. E non occorre andarlo a cercare: è qui, deposto nella nostra memoria... Per esempio nel Circus Flaminius ancora caldo delle voci che l’affollavano.
Qui troviamo le tracce di quanto sopravvive nella visione (il fascino delle rovine) custodita e nobilitata dallo scorrere del tempo.
In copia o in originale, scolpiti nel marmo o duplicati in gesso, un fregio o una colonna resistono ancora: un antico volto tuttora ci osserva ed è lì a corrispondere al nostro sguardo, a trovare posto nella voragine della “fossa comune” di ciò che è già stato e che sempre sarà.
Un foglio da disegno è una superficie rettangolare posta nel vuoto che si espande ai quattro lati oltre i bordi che la delimitano. Più che di vuoto, si tratta del piano di lavoro, del tavolo sul quale quella superficie si trova nell’attesa di evolvere appunto dallo stato di foglio a quello di disegno.
In effetti però non stiamo per assistere alla nascita delle linee di un disegno, ma piuttosto alla progressiva caduta di frammenti che via via si dispongono l’uno accanto o sopra all’altro fino a fissarsi in un assieme chiamato
collage.
Dunque, la cornice qui raffigurata dall’antica arena romana sembra accogliere le vestigia che precipitano dal cielo della Storia, figure che silenziosamente si posano, trovano riparo in una scena fuori dal tempo.
Qui Giunone, Narciso, Endimione, il Niobide ferito, Chronos, l’Ermaphrodito, i Dioscuri, Venere, Arianna, Ebe, Sisifo, Hermes... rivivono e ci consentono di assistere alla sommessa ma grandiosa catastrofe che pare consumarsi sotto i nostri occhi.
In Italia? Sì, in un’
Italia antiqua sempre uguale al prima o al dopo di qualcosa di immutabile, fatta di echi e riflessi sempre riconoscibili, inconfondibili nella loro pur affaticata attualità.
Niente, o quasi, potrà mai sorgere (ma soltanto risorgere) da un terreno così abusato, sfigurato come il nostro.
Eppure siamo qui, serenamente e orgogliosamente privi di futuro.

Giulio Paolini. Expositio, catalogo della mostra, Museo Poldi Pezzoli, Milano, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano) 2016, p. 60 (italiano) / 61 (inglese).

MITOLOGIA
Giunone, Narciso, Endimione, Niobide ferito, Chronos, Ermaphrodito, Dioscuri, Venere, Arianna, Ebe, Sisifo, Hermes

Circo Flaminio, Roma

Italia antiqua, 2014-15 (da GPC-1446 a GPC-1468, da GPC-1833 a GPC-1843); Italia antiqua, 2015 (GPC-2253); Italia antiqua, 2015-16 (GPC-1508)

Scheda a cura di Maddalena Disch, 23/06/2026