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Lettera inedita a “Il Foglio”, 26 gennaio 2013
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Una vera e propria notizia da prima pagina! “Tendenza Bottai” (sabato 26 gennaio) commenta opportunamente la sciagurata proposta d’istituire un nuovo Ministero della Cultura nazionale. È nostro modesto ma nobile primato quello d’essere appunto “uno dei pochi paesi d’Europa” a non possederlo. Quale presunzione, forse generosa e innocente ma certamente spericolata, quella d’invocare altri nuovi apparati gerarco-burocratici nelle stanze già abbastanza affollate del Palazzo!
La politica è sempre inevitabilmente estranea alla cultura, nel senso che la configura ma non può e non deve dettarla o amministrarla: così come, allo stesso modo, la cultura non attiene alla politica, dato il messaggio indiretto rinvenuto a distanza, di valori che ci pervengono differiti nel corso del Tempo.
Il cammino della cultura e dell’arte affronta ogni volta il sottile asse d’equilibrio teso tra sostegni di fortuna: guai a volerlo collocare su solide fondamenta!
La parola della cultura e dell’arte – lasciatemi dire – è il silenzio, non è un paradosso, né una frase a effetto.
“Non sono un conservatore, sono un classico”, dice di sé Elmar Salmann. Classico – aggiungo io – è per definizione quel qualcosa che si attesta da sé, con autorità ma con discrezione, senza far ricorso a null’altro che alla propria memoria.

Lettera inedita al quotidiano “Il Foglio”, 26 gennaio 2013.

Elmar Salmann

“Non sono un conservatore, sono un classico.”
Elmar Salmann, discorso di commiato dal Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, Roma, 2012.

Scheda a cura di Maddalena Disch, 23/06/2026