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Giulio Paolini. Atto unico in tre quadri, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano, Gabriele Mazzotta editore, Milano, 1979, pp. 106-107
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GPS-0018

Il quadro e la descrizione del quadro come due momenti che concorrono ad illustrare ciascuno la sua propria qualità originale. Il quadro è una figura scoperta dall’immagine che assume, che inventa cioè di volta in volta per rivelarsi, così come la scrittura è la decifrazione della memoria che quel quadro celava.
Tre elementi, dunque: la scrittura, l’immagine, il tempo. Ciascuno di essi, però, si esaurisce nella propria enunciazione nominale e, assieme, non possono chiamarsi costitutivi. La scrittura, dimentica di qualsiasi comunicazione, non conserva che la sua apparenza, non descrive altro che se stessa. Il disegno è il limite estremo della propria legittimità, la definizione della superficie della pagina. Il tempo suggerisce la trama e detta, attraverso la successione dei due elementi che lo rivelano, la misura enigmatica del racconto: sottrae ulteriore veridicità sia alla scrittura che al disegno, regola la loro compenetrazione in un’identità continuamente variabile, moltiplicabile all’infinito, ma immutabile per destino. La prima pagina è già l’ultima, l’ultima è ancora la prima, la sequenza muove da un uguale verso un uguale.
Ecco quindi la neutralità di una dinamica che, sempre attraverso l’uso degli stessi elementi, non approda ad altro che non sia il suo proprio sviluppo infinitesimale. Il titolo
Ennesima, appunto, vorrebbe richiamare la possibilità di elevazione ad infinito di questo processo. Come dire che non è forse così ovvio stabilire che la dimensione figurativa, visiva, nasca come immagine pura e semplice e non abbia invece l’implicita e intima necessità di descriversi, la vocazione a trovare un’altra forma più definitiva di sé.
E inoltre: è la scrittura a descrivere o sono i disegni a descriversi? È propria dell’una o degli altri la figura che ne consegue ed è, questa, un’immagine originale o è piuttosto l’immagine della considerazione analitica che se ne dà? La risposta si cela nella stessa struttura del lavoro che semmai si limita a porre una domanda, non esplicita, o a contenere l’attesa di un compimento.

Dichiarazioni formulate in conversazione con Maurizio Calvesi, 6 aprile 1976, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma. Prima pubblicazione in Giulio Paolini. Atto unico in tre quadri, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano, Gabriele Mazzotta editore, Milano, 1979, pp. 106-107.

Il primo paragrafo di questo scritto (“Il quadro... celava”) riprende una dichiarazione formulata da Paolini in conversazione con Nico Orengo nel 19751. Il seguito risale invece alla conversazione pubblica con Maurizio Calvesi svolta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma il 6 aprile 19762. Nel dialogo con Calvesi, Paolini commenta l’edizione grafica Ennesima (appunti per sei disegni datati 1975), realizzata pochi mesi prima (cfr. nel Catalogo ragionato online delle edizioni grafiche, GPE-0017). Più tardi le stesse dichiarazioni sono state riprese anche a commento di altre versioni del tema “Ennesima”, avviato nel 1972 e sviluppato fino al 1992 in molteplici varianti3.
Pur essendo riferito a uno specifico tema di lavoro, il testo riassume in modo particolarmente pregnante alcune questioni indagate dall’autore nei suoi principali scritti degli anni Settanta. Al centro del discorso vi è, ancora una volta, il quadro e l’impossibilità della sua descrizione o definizione (cfr. GPS-006), così come la negazione di ogni finalità comunicativa (cfr. GPS-0009). La scrittura e il disegno – i due componenti che determinano la successione degli elementi costitutivi dei lavori intitolati
Ennesima – eludono qualsiasi significazione: la scrittura è automatica e puramente nominale, il disegno moltiplica (all’“ennesima potenza”) la propria trama fino a diventare una fitta griglia o addirittura una superficie nera. Da un elemento all’altro, lo sviluppo infinitesimale della scrittura e dell’immagine allontana all’infinito il divenire di una figura. Anziché dare un’identità definita al quadro, la scrittura e il disegno interrogano l’eventualità stessa che il quadro possa o debba avere un volto. Il quadro come contenitore potenziale di tutte le immagini possibili e della memoria di tutti i quadri significa intendere il quadro come spazio scenico per immaginare qualsiasi rappresentazione. “Il luogo della rappresentazione è lo spazio che occorre per annunciarla”, scriveva Paolini pochi mesi prima (GPS-0017). Ovvero: il quadro si limita “a contenere l’attesa di un compimento”, come afferma l’autore in chiusura.

1 N. Orengo, Una domanda discreta, in “Libri Nuovi”, periodico Einaudi di informazione libraria e culturale, giugno, Torino 1975, p. 8.
2 L’incontro ha luogo nell’ambito del ciclo Conferenze e dialoghi su “Situazioni dell’arte contemporanea”, che tra dicembre 1975 e maggio 1976 propone conferenze su artisti o temi contemporanei, così come dialoghi tra un critico d’arte e un artista.
3 Cfr. tra le opere su carta GPC-0535, GPC-0206, GPC-0232, GPC-0535, GPC-0847, e tra i quadri GPO-0255, GPO-0297, GPO-0625, GPO-0628. Nella prima pubblicazione dello scritto, nel catalogo della personale allo Studio Marconi, Milano, nell’ottobre 1979, per esempio, il testo accompagna una riproduzione dell’opera su carta Ennesima (appunti per la descrizione di sette disegni datati 1973), 1973 (GPC-0232, qui erroneamente datata “1972”, come già nel libro di Paolini intitolato Idem, Torino 1975, pp. 66-67).

Ennesima (appunti per la descrizione di sette tele datate 1973), 1973 (GPO-0255); Ennesima (appunti per la descrizione di sei tele datate 1975), 1975 (GPO-0297); Ennesima, 1975-88 (GPO-0625); Ennesima, 1975-1987 (GPO-0628); Ennesima (appunti per la descrizione di tre disegni datati 1972), 1972 (GPC-0535); Ennesima (appunti per la descrizione di sette disegni datati 1973), 1973 (GPC-0232); Ennesima (appunti per la descrizione di undici disegni datati 1975-92), 1992 (GPC-0847); Ennesima (appunti per sei disegni datati 1975), 1975 (GPE-0017)

Genesi e processo dell’immagine, catalogo della mostra, Palazzo della Permanente, Milano 1979, p. 119.
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Stedelijk Museum, Amsterdam 1980, p. 31 (estratto Tre elementi... verso un uguale, in olandese e inglese).
Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959, catalogo della mostra, Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi, Centro Di, Firenze 1981, pp. 484-485 (estratto Il quadro e... descriversi?), 502 (estratto Tre elementi... verso un uguale) (in francese).
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, p. 44 (estratto Tre elementi... compimento; nell’allegata traduzione francese p. 4).
Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, pp. [85-86] (estratto Tre elementi... compimento).
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 40 (estratto Tre elementi... compimento, in francese).
G. Paolini,
Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 192 (estratto Tre elementi... compimento).
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Arnoldo Mondadori Editore-De Luca Edizioni d’Arte, Milano-Roma 1988, p. [52] (estratto Tre elementi... compimento).
Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 17 (estratto Tre elementi... compimento).
Giulio Paolini. La voce del pittore. Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 67.
Arte Povera, catalogo della mostra, Toyota Municipal Museum of Art, Toyota 2005, p. 138-139 (estratto Tre elementi... compimento, in giapponese).
G. Maffei,
Arte Povera 1966-1980. Libri e documenti / Books and documents, Corraini Edizioni, Mantova 2007, p. 131 (estratto Tre elementi... verso un uguale, in italiano e inglese).
Arte povera, catalogo della mostra, Libreria Antiquaria Pontremoli, Milano 2023, p. 63 (estratto Tre elementi... definitiva di sé).

Inglese
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Stedelijk Museum, Amsterdam 1980, p. 31 (estratto Tre elementi... verso un uguale, traduzione di Patricia Wardle, Alexander van Grevenstein, Dorine Mignot).
G. Maffei,
Arte Povera 1966-1980. Libri e documenti / Books and documents, Corraini Edizioni, Mantova 2007, p. 131 (estratto Tre elementi... verso un uguale, (traduzione di Thomas Marshall).

Francese
Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959, catalogo della mostra, Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi, Centro Di, Firenze 1981, pp. 484-485 (estratto Il quadro e... descriversi?), 502 (estratto Tre elementi... verso un uguale) (traduzione di Jean Georges d’Hoste, Fabio Palmiri).
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, nell’allegata traduzione p. 4 (estratto Tre elementi... compimento, traduzione di Anne Machet).
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 40 (estratto Tre elementi... compimento, traduzione di Anne Machet).

Olandese
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Stedelijk Museum, Amsterdam 1980, p. 31 (estratto Tre elementi... verso un uguale, traduzione di Patricia Wardle, Alexander van Grevenstein, Dorine Mignot).

Giapponese
Arte Povera, catalogo della mostra, Toyota Municipal Museum of Art, Toyota 2005, p. 138-139 (estratto Tre elementi... compimento, traduzione di Masaru Aoyama, Katzuo Hashimoto, Masaru Hiroishi, Tadashi Kanai, Yuki Maeki, Tomoo Matsubara, Reiko Tomii, Kiyoo Uemura).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 15/05/2026