(La) Natura (è) morta, 2022
GPC-2175
Matita, inchiostro rosso e collage su carta lacerata
70 x 100 cm
Titolato, firmato e datato al verso, al centro: “ “(La) Natura (è) morta” / Giulio Paolini / 2022”
Collezione privata
Due figure femminili – la stessa immagine è duplicata specularmente – sono inscritte in un articolato disegno, che evoca un ambiente in prospettiva. Entrambi i profili sono chini, in una postura concentrata e solenne, intenti a osservare la lacerazione ellittica del foglio che si frappone tra loro. In termini simbolici, il vuoto allude alla vanitas, ovvero alla caducità della vita.
La dimensione artistica e quella esistenziale trovano infatti rispondenza nella doppia accezione del titolo – corredato da una duplice parentesi – che richiama il genere iconografico della natura morta e al contempo la finitudine dell’esistenza.
La figura femminile riproduce una scultura in marmo e bronzo proveniente dal frontone orientale del Tempio di Zeus a Olimpia (465-456 a.C.), conservata al Museo Archeologico Nazionale di Olimpia.
Fanciulla inginocchiata del frontone orientale del Tempio di Zeus a Olimpia, 465-456 a.C., marmo pario con particolari in bronzo, Museo Archeologico, Olimpia.
| 2022 | Firenze, Museo Novecento, Giulio Paolini. Quando è il presente?, 18 marzo - 7 settembre, ripr. col. fig. 4 pp. 8-9, 132-133 (veduta dell’opera in mostra), scheda di B. Della Casa e M. Disch p. 113, riferimenti nei testi di S. Risaliti pp. 44-45, B. Della Casa pp. 60-61. |