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Studio per “Senza data (1656-2005)”, 2005

GPC-1777

Matita e collage su carta

33 x 70 cm

Titolato, firmato e datato al verso, al centro: “Studio per / “Senza data (1656 - 2005)” / Giulio Paolini / 2005 / [per Kunstmuseum, Winterthur]”

Collezione dell'artista

Lo studio preparatorio per l’opera Senza data (1656-2005) (GPO-0899) propone in modo pressoché identico il lavoro di grande formato ideato per l’esposizione personale al Kunstmuseum Winterthur nella primavera del 2005.
Il disegno in prospettiva raffigura un ambiente con due porte sulla parete di fondo, mentre in ciascuna parete laterale un riquadro lineare evoca un’altra porta. A sinistra si trovano delineate due tele rovesciate: la prima, al margine del foglio, evoca il verso della grande tela nel dipinto
Las Meninas (1656) di Diego Velázquez, mentre la seconda, situata nell’asse prospettico della prima, è appoggiata alla parete. All’estremità destra, invece, è delineato il profilo di una spettatrice, vista di spalle e seduta a terra, ripresa da un dipinto di Salvador Dalí. Le immagini fotografiche disposte alle pareti dell’ambiente riproducono alcuni quadri selezionati tra le opere della collezione permanente del Kunstmuseum Winterthur1, nonché L’ultimo quadro di Diego Velázquez, 1968 (GPO-0155) dello stesso Paolini, situato di fronte alla tela che richiama Las Meninas2. In primo piano si stagliano una sedia (disegnata), orientata verso la parete di fondo dell’ambiente, e una cornice (fotografica), che nel lavoro di grande formato sono materialmente allestite davanti alla parete.
Il titolo, che riporta l’anno di realizzazione delle 
Meninas di Velázquez e dell’opera di Paolini, racchiude il significato del lavoro. Il misterioso quadro di cui nel dipinto spagnolo del 1656 vediamo solo il retro è concettualmente quel quadro – “senza data” e ancora sconosciuto – che nel 2005 il presunto autore, rappresentato dalla sedia davanti alla parete, cerca di individuare sulla linea d’orizzonte del proprio campo visivo, affollato da opere proprie e altrui.

1 Da sinistra verso destra: François Morellet, Bleu, vert, jaune, orange sur blanc, 1954; Giorgio de Chirico, Autoritratto, 1924; Joseph Albers, Iridescent (Study for: Homage to the Square), 1965; Niele Toroni, Mètre carré étalon, 1990; René Magritte, Le monde perdu, 1928; Alberto Giacometti, Personnage assis dans l’atelier, 1952-53 (nel lavoro di grande formato quest’ultimo lavoro è stato omesso).
2 In sede di allestimento del lavoro di grande formato, Paolini ha invertito di posizione L’ultimo quadro di Diego Velázquez e l’autoritratto di De Chirico rispetto allo studio preparatorio.

Ritratto a sinistra: Diego Velázquez, Las Meninas, 1656, olio su tela, 318 x 276 cm, Museo del Prado, Madrid.
Opere della collezione del Kunst Museum, Winterthur, da sinistra verso destra:
François Morellet,
Bleu, vert, jaune, orange sur blanc, 1954, olio su tavola, 100 x 100 cm.
Giorgio de Chirico,
Autoritratto, 1924.
Joseph Albers,
Iridescent (Study for: Homage to the Square), 1965.
Niele Toroni,
Mètre carré étalon, 1990.
René Magritte,
Le monde perdu, 1928, olio su tela, 54.5 x 73.5 cm.
Alberto Giacometti,
Personnage assis dans l’atelier, 1952-53, olio su tela, 92 x 71 cm.
Figura di spalle: Salvador Dalí,
Ma femme nue regardant son propre corps devenir marche, trois vertèbres d’une colonne, ciel et architecture, 1945, olio su tavola, 61 x 52 cm, Collezione privata.

Scheda a cura di Bettina Della Casa, 30/07/2026