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GPC-1885

Inchiostro rosso e collage su carta

43 x 33 cm

Titolato, firmato e datato al verso, al centro: “ “Cento luoghi diversi” / Giulio Paolini / 2020”

Collezione dell'artista

Una moltitudine di riquadri e cornici perlopiù vuote compongono una sorta di quadreria. Nella parte superiore, un assieme di minuscoli riquadri è squadrato dalle diagonali tracciate a matita rossa – un richiamo simbolico al primo quadro dell’artista, Disegno geometrico (1960, GPO-0001), paradigma concettuale del suo intero percorso.
Dichiara Paolini al riguardo: "È importante sottolineare che l'autore presunto non guarda un inventario di sue opere; il suo sguardo è simbolico, immaginario, ipotetico, non è uno sguardo verificato. Il gioco di rettangoli, cornici e riquadri che si sovrappongono è un assieme di ‘presunzioni’ (di opere o titoli passati oppure ancora a venire), non di vere opere. L'autore immagina una successione, un inventario, un mosaico o un regesto, senza fine, che svolge
ad infinitum le possibilità della definizione di un’opera.”1
La composizione, tratta dai bozzetti originali realizzati per la videoproiezione dell’opera In esilio, 2012-14 (GPO-1039), è stata rivisitata dall’artista per la copertina del volume Cento luoghi diversi (Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 2020).

1 G. Paolini in conversazione con M. Disch, 12 aprile 2014.

F. Marcoaldi, T. Montanari, Cento luoghi di-versi. Un viaggio in Italia, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 2020, p. 27, ripr. col. in copertina.
Scheda a cura di Maddalena Disch, 07/08/2026