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Totale risultati trovati: 2640

GPC-0001
Matita su carta lacerata
35 x 50 cm
Collezione dell'artista
GPC-0002
Inchiostro nero su carta quadrettata
35 x 50 cm
Collezione dell'artista
GPC-0003
Inchiostro nero su carta quadrettata
43 x 41 cm
Collezione privata, courtesy Giò Marconi, Milano
GPC-0004
Inchiostro nero su carta quadrettata
35 x 50 cm
Collezione dell'artista
GPC-0005
Inchiostro nero su carta quadrettata
32 x 26 cm
Collezione Lorenzo e Marilena Bonomo
GPC-0006
Inchiostro nero su carta quadrettata
40 x 27 cm
Collezione Baldassarre
GPC-0007
Inchiostro nero su carta quadrettata
43 x 55 cm
Ubicazione sconosciuta
GPC-0008
Inchiostro nero su carta quadrettata
25.9 x 25.9 cm
Collezione privata
GPC-0009
Carta da lucido lacerata applicata su carta bianca
34 x 23.3 cm
Collezione dell'artista
GPC-0010
Tela preparata applicata al recto e al verso su polietilene
36 x 19 cm
Collezione privata
GPC-0011
Eliocopia applicata su carta
50 x 70 cm
Collezione dell'artista
GPC-0012
Eliocopia
50 x 70 cm
Collezione dell'artista
GPC-0013
Eliocopia
Due elementi 40.3 x 53.1 cm ciascuno, misure complessive 40.3 x 108.2 cm
Collezione privata, Milano
GPC-0014
Carta ripiegata applicata all’interno di una cartella con finestra
33.5 x 50 cm
Collezione dell'artista
GPC-0015
Carta piegata e lacerata, punti metallici
33.5 x 25.5 cm
Collezione dell'artista
GPC-2082
Collage su eliocopia
Due elementi 42 x 55 cm ciascuno, misure complessive 42 x 112 cm
Collezione dell'artista
GPC-0016
Foglio da disegno con iscrizione a inchiostro nero, riquadro di carta da disegno
65 x 47 cm
Collezione privata, Torino
GPC-0017
Foglio da disegno con iscrizione a inchiostro nero, busta da lettera
55.7 x 44 cm
Collezione privata
GPC-0018
Foglio da disegno con iscrizione a inchiostro nero, foglio protocollo accartocciato
Ubicazione sconosciuta
GPC-0019
Foglio da disegno con iscrizione a inchiostro nero, foglio protocollo
65 x 50 cm
Collezione privata, San Gallo

Totale risultati trovati: 2640

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Senza titolo (dalla serie dei “Disegni”), 1964

GPC-0044

Due fogli da disegno, dei quali uno con iscrizione a inchiostro nero

Due elementi 65.4 x 51 cm ciascuno

Firmato e datato sul foglio da disegno, al recto, in alto a sinistra: “Giulio Paolini 1964”

Kunst Museum, Winterthur

Acquistato nel 2010, n. inv. Z.2010.20

L’allestimento dell’opera, proposto nel 2010 dall’artista al Kunst Museum di Winterthur, prevede due cubi di plexiglas 80 x 80 x 80 cm ciascuno, collocati l’uno sopra l’altro, lievemente sfalsati: quello inferiore funge da base, quello superiore da teca di protezione.
All’interno del cubo superiore, il foglio firmato viene allestito in posizione aperta e leggermente sfalsato, in modo da porre in risalto la piegatura e non apparire completamente piatto (la parte superiore del foglio firmato può essere alzata lievemente, in modo da appoggiare al lato della teca). Il secondo foglio, ugualmente aperto, va posato liberamente, in posizione sfalsata sia rispetto al primo, sia rispetto alla teca.

In alternativa, il
Disegno può essere allestito in un espositore di plexiglas: altezza 20 cm, larghezza e lunghezza tali da lasciare almeno 5 centimetri di respiro sui quattro lati.
Il foglio firmato va disposto sul fondo dell’espositore, leggermente sfalsato e in posizione dischiusa, in modo da lasciare a vista la piegatura del foglio e non apparire completamente piatto (il lato firmato è da intendersi come recto). Il secondo foglio va posato liberamente, anch’esso in posizione sfalsata.
O ancora, sempre in sede museale, secondo la situazione e le possibilità: allestimento su base bianca o di plexiglas 80 x 80 x 50 cm oppure 80 x 80 x 80 cm, con teca in plexiglas di 40 x 80 x 50 / 40 x 80 x 80 cm.

Un foglio da disegno, firmato e datato in alto a sinistra e piegato in quattro, contiene un altro foglio identico, vergine.
L’equivalenza tra contenitore e contenuto trova un riscontro nella variante che vede due fogli uguali, ma ripiegati e uniti con punti metallici (GPC-0026), così come in quella con un foglio di carta bianca, leggermente più piccolo (GPC-22).
L’opera appartiene alla serie dei cosiddetti
“Disegni” realizzati nel 1964, in un numero sconosciuto di esemplari (finora ne sono noti una trentina). Da un esempio all’altro, il foglio da disegno rivela al suo interno un elemento cartaceo, un oggetto oppure un’immagine, che in molti casi rinvia – per implicita corrispondenza – al foglio medesimo o al concetto di disegno. In questo senso, la corrispondenza fra contenitore e contenuto, “immagine” e supporto, in cui l’uno rinvia all’altro attraverso una preliminare applicazione della mise en abîme, si sviluppa parallelamente agli esiti maturati dall’artista nei lavori coevi con tavole di compensato, presentati nella sua prima mostra personale alla Galleria La Salita a Roma (cfr. da GPO-0052 a GPO-0063, GPO-0067; M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, cat. nn. 52-63, 67).
“Il titolo ‘
Disegni’, tra virgolette, è volto a disorientare l’osservatore di queste opere che sono e, al contempo, non sono dei disegni: lo sono, in quanto ne hanno la medesima natura (il supporto); non lo sono perché non accolgono alcun segno grafico”1. Il concetto di “disegno” viene infatti indagato anzitutto – talora in modo ironico – attraverso la natura del suo supporto convenzionale, il foglio di carta, mettendo in gioco la sua superficie, la sua estensione e la sua visibilità.
“Nei ‘
Disegni’ l’idea è di escludere qualsiasi tipo di intervento o di manipolazione diretta. Il foglio sigla perciò soltanto i termini di una pura coincidenza (la firma e l’anno) e trattiene, ma non elabora, quel dato materiale (un altro foglio, la matita, una riproduzione, uno strumento di lavoro) che risulta così implicato in un progetto senza intenzione né finalità”2.
In origine, l’artista aveva concepito la presentazione di queste opere in modalità ripiegata – enfatizzandone la provocazione e l’enigmaticità del fatto percettivo – come attesta un allestimento realizzato in studio
3. Di fatto, per ragioni espositive e funzionali, i “Disegni” vengono esposti con i fogli dischiusi, allestiti in un espositore o teca di plexiglas, per convalidarne l’estraneità rispetto al concetto ordinario di disegno destinato a una presentazione a parete.

1 G. Paolini in conversazione con I. Bernardi, 22 ottobre 2012.
2 G. Paolini, Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, p. 42, nuova edizione Electa, Milano 2023, p. 68.
3 Cfr. Giulio Paolini 1960-1972, catalogo della mostra, Fondazione Prada, Milano 2003, ripr. p. 103.

2009 Zurigo, Galerie Annemarie Verna, Giulio Paolini. Aula di disegno (Happy Days), 9 ottobre - 28 novembre.
2011 Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, 9 aprile - 17 luglio, selezione di opere della collezione permanente in margine all’esposizione personale di Fausto Melotti.
2016 Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, Von Giorgio de Chirico bis Alighiero Boetti. Italienische Zeichnungen und Druckgraphik aus der Sammlung, 10 maggio - 30 ottobre.
90. Jahresbericht 2010 Kunstverein Winterthur, Kunstverein Winterthur, Winterthur 2011, p. 12, ripr. col. p. 40.
Von Lucio Fontana bis Thomas Schütte. Kunstmuseum Winterthur, Graphische Sammlung, Band 2, a cura di D. Schwarz, Kunstmuseum Winterthur, Winterthur 2016, pp. 74-75 (riferimenti nel testo del curatore), 81 (scheda ragionata), ripr. col. n. 55 p. 88 (veduta espositiva Winterthur 2011).
Scheda a cura di Ilaria Bernardi e Maddalena Disch, 15/05/2026