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Imprinting, Autoedizione Imprinting – Editoriale Bianco&Nero, Roma 1979, p. 214
Lettera di Giulio Paolini a Tullio Catalano, 20 maggio 1978
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Senza titolo, 1978

GPS-0017

La superficie di una tela, o di un foglio da disegno, sono luoghi attraversati, nell’esperienza del passato e nella prospettiva del futuro, da proiezioni e sperimentazioni innumerevoli.
Prima di addentrarci in verifiche particolari, suggerirei di soffermarci sulla disponibilità e sulla funzione che al supporto vogliamo attribuire. In altre parole, e paradossalmente, tutte le possibili immagini che una qualsiasi superficie ha rappresentato, o potrebbe rappresentare, possono ridursi, o dilatarsi, alla rappresentazione di se stessa.
Come in una scommessa con l’infinito, si tratta dunque di trasferire l’identità del segno dalla natura di artificio illusorio a quella di strumento virtuale.
Le esercitazioni in Accademia possono attingere, dallo stesso ambiente in cui si svolgono, tutte le suggestioni e gli interrogativi che via via si presentano. La “copia dal vero”, per esempio, non esclude la copia di un’immagine già dipinta, perché non meno “vera” di un qualsiasi oggetto scelto a caso.
Nulla è insomma più “finito” che un’opera ancora da iniziare: tutto però, perché sia esistente, ci induce a “ricominciare”. Il luogo della rappresentazione è lo spazio che occorre per annunciarla.

Lezione di pittura; Leçon de peinture

Imprinting, a cura di C.M. Benveduti, T. Catalano e F. Falasca, Autoedizione Imprinting – Editoriale Bianco&Nero, Roma 1979, p. 214.

In risposta all’invito di Tullio Catalano a contribuire con un testo alla rivista sperimentale “Imprinting”, il 20 maggio 1978 Paolini invia un “appunto”, formulato in occasione di una supplenza al Corso di pittura dell’Accademia Albertina di Torino, svolta pochi mesi prima1. La lettera e lo scritto sono pubblicati insieme nel ventisettesimo e insieme terzultimo fascicolo della rivista romana2.
Nelle poche righe di questo testo, l’autore riassume in termini lapidari la propria posizione concettuale, formulata con inequivocabile chiarezza fin dal suo primo quadro,
Disegno geometrico, 1960 (GPO-0001). Ciò che interessa Paolini è l’opera intesa non tanto come strumento di comunicazione, quanto piuttosto come “strumento virtuale”, che consente di annunciare qualsiasi immagine. La superficie del quadro o del foglio da disegno si presentano in quanto tali: come spazio della rappresentazione. Anziché essere il risultato di un processo, l’opera si pone come premessa di qualunque accadimento possibile. “Il luogo della rappresentazione è lo spazio che occorre per annunciarla”, scrive Paolini in chiusura, riprendendo una nota formulata pochi mesi prima a commento dell’opera Parnaso, 1977 (GPO-0375)3.
Il paragrafo relativo all’insegnamento in Accademia evoca una delle esercitazioni classiche, la “copia dal vero”, proposta però in chiave concettuale, per aprire il campo, all’interno del contesto accademico, ad altri modi di intendere e praticare la pittura
4. Il tema della copia dal vero era stato indagato dallo stesso Paolini in una serie di lavori realizzati nel 1975-76 e intitolati proprio Copia dal vero (cfr. GPO-0278, GPO-0303, GPO-0306, GPO-0307, GPO-0316, GPO-0321).

1 Nell’anno accademico 1977-78 Paolini svolge due incarichi di supplenza per la cattedra di Pittura dell’Accademia Albertina: la prima dall’11 gennaio all’8 febbraio 1978, la seconda dal 20 febbraio al 21 marzo 1978.
2 Il periodico autogestito a cura di Carlo Maurizio Benveduti, Tullio Catalano e Franco Falasca esce in 29 fascicoli dal dicembre 1975 al marzo 1979. Il fascicolo con lo scritto di Paolini non è stato finora ritrovato; l’unica pubblicazione nota è nel volume prodotto dagli stessi curatori insieme all’editore romano Bianco&Nero, che raccoglie l’insieme dei fascicoli (senza copertine e distinti fra loro da una lettera alfabetica). Ciascun fascicolo è diviso in due parti: la prima parte è affidata a un artista, mentre la seconda è curata da Benveduti, Catalano e Falasca, a volte insieme ad altri, e propone contenuti critici e analitici riferiti a temi politici, filosofici, economici, culturali. Il fascicolo con lo scritto di Paolini propone nella seconda parte un estratto dal libro De la causa, principio e uno (1584) di Giordano Bruno.
3 Giulio Paolini. Museo Villa Pignatelli a Napoli, in “Studio Marconi”, n. 4-5, Milano, 20 aprile 1978, p. 62 (documentazione della personale tenuta dal 9 febbraio 1978 al Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes a Napoli).
4 Si veda al riguardo il commento di Paolini al paragrafo in questione in Giulio Paolini. Le “opere a venire”, atti dell’incontro con l’artista il 28 aprile 1981, Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, Perugia 1982, p. 7,

Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, pp. 62-63 (con titolo “Lezione di pittura” e datazione “1979”; nell’allegata traduzione francese p. 9).
The Knot. Arte Povera at P.S.1, catalogo della mostra, P.S.1 The Institute for Art and Urban Resources, Long Island City, New York, Allemandi & C., Torino 1985, p. 235 (con datazione “1979”, in inglese); idem nell’edizione rilegata G. Celant, The Knot. Arte Povera, Umberto Allemandi & C., Torino 1985.
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 70 (con titolo “Leçon de peinture” e datazione “1979”, in francese).
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 32 (con datazione “1979”, in italiano e tedesco).
G. Celant,
Arte Povera, Umberto Allemandi & C., Torino 1989, pp. 241-242; edizione francese: Art Édition, Villeurbanne 1989, p. 249 (con datazione “1979”).
Giulio Paolini. Künstler. Kritisches Lexikon der Gegenwartskunst, serie 33, n. 7, WB Verlag, Monaco di Baviera, 1996, p. 14 (con datazione “1979”, in italiano e tedesco).

Inglese
The Knot. Arte Povera at P.S.1, catalogo della mostra, P.S.1 The Institute for Art and Urban Resources, Long Island City, New York, Allemandi & C., Torino 1985, p. 235 (traduzione di Joachim Neugroschel); idem nell’edizione rilegata G. Celant, The Knot. Arte Povera, Umberto Allemandi & C., Torino 1985.

Francese
Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Intentions/Figures, nell’allegata traduzione p. 9 (traduzione di Anne Machet).
G. Paolini,
Voix off, Éditions W, Mâcon 1986, p. 70 (con titolo “Leçon de peinture”, traduzione di Anne Machet).
G. Celant,
Arte Povera, Art Édition, Villeurbanne 1989, p. 249 (traduzione di Anne Machet).

Tedesco
Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 4 La Visione / Die Vision, p. 32 (traduzione di Daniel Dell’Agli).
Giulio Paolini. Künstler. Kritisches Lexikon der Gegenwartskunst, serie 33, n. 7, WB Verlag, Monaco di Baviera, 1996, p. 14 (traduzione di Doris von Drathen).

Scheda a cura di Maddalena Disch, 15/05/2026